Manifestazione dalla Fontana Luminosa alla Villa comunale: slogan, interventi e richiami al contesto internazionale
L’AQUILA – Una mattinata di slogan, cartelli e interventi ha animato il centro cittadino dove studenti delle scuole superiori e dell’università sono scesi in piazza per aderire allo sciopero giovanile contro la militarizzazione e l’aumento delle spese militari. Il corteo è partito dalla Fontana Luminosa e ha raggiunto la Villa comunale.
La mobilitazione si inserisce in una giornata di protesta nazionale promossa dalla Rete della Conoscenza che riunisce Unione degli Studenti e Link – Coordinamento Universitario. Anche nel capoluogo abruzzese centinaia di studenti delle scuole superiori e dell’università sono scesi in strada in un momento segnato dalle tensioni internazionali e dal conflitto in Medio Oriente.
Durante il corteo si sono alternati interventi e momenti di confronto. Tra i temi centrali, la contrarietà dei giovani a politiche considerate orientate alla “normalizzazione” di uno scenario bellico nella vita quotidiana.
“Siamo in corteo come giovani contro politiche di guerra e normalizzazioni di uno scenario bellico nella vita quotidiana. – ha dichiarato Francesco Filippone, responsabile organizzazione dell’UdS Abruzzo – Nel nostro Paese, come in molti altri Stati europei, c’è la volontà di reintrodurre la leva militare, nonostante secondo i sondaggi i giovani siano ampiamente contrari all’arruolarsi”.
Nel mirino degli organizzatori anche l’aumento della spesa militare. Secondo i promotori, nel 2026 l’Italia supererà i 31 miliardi di euro destinati alla difesa, di cui circa 13 miliardi per l’acquisto di armamenti, mentre continuano i tagli all’istruzione e alla sanità. Un quadro che, secondo gli studenti, alimenta disuguaglianze e sottrae risorse ai servizi pubblici.
La manifestazione aquilana si collega così alle iniziative in corso in molte altre città italiane con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito pubblico il ruolo delle nuove generazioni nelle scelte politiche e sociali.
Il clima, pur segnato dalla preoccupazione per gli scenari internazionali, è rimasto pacifico e partecipato, con una forte presenza di studenti universitari e delle scuole superiori.