I liquidatori dopo le proteste degli operatori: “Situazione complessa, siamo disponibili al confronto con il territorio”
TERAMO – Dopo le preoccupazioni espresse dagli operatori economici di Prati di Tivo, i liquidatori della Gran Sasso Teramano – Piergiorgio Passerini, Valerio Ferro e Giorgio D’Ignazio – intervengono con una nota per fare chiarezza sui passaggi in corso, dichiarando disponibilità al confronto insieme alla Provincia con la comunità di Pietracamela.
“Comprendiamo pienamente il senso di difficoltà e preoccupazione espresso dalle attività turistiche e commerciali del territorio che legittimamente chiedono tempi certi e prospettive chiare per poter programmare il proprio lavoro e il futuro della stagione. È tuttavia necessario ricordare che l’attuale situazione è il risultato di una complessa e prolungata vicenda amministrativa e giudiziaria”, si legge nella nota, che richiama il contenzioso in atto con la ditta di Marco Finori.
Solo a febbraio, con il verbale dell’Ufficiale giudiziario del Tribunale di Teramo, la società è rientrata formalmente in possesso degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva. Da qui la necessità di verifiche tecniche sullo stato di conservazione prima di programmare interventi.
La GST ha inoltre deciso di proporre opposizione al decreto ingiuntivo relativo a una richiesta di rimborso di circa 300 mila euro avanzata da Finori, ritenendo necessarie ulteriori verifiche tecniche e amministrative.
Avviate le procedure per una perizia sugli impianti, la ricostruzione della documentazione della cabinovia e interlocuzioni con potenziali investitori. L’obiettivo dichiarato è ripristinare la piena funzionalità delle strutture e individuare risorse per il rilancio del comprensorio, nel rispetto delle procedure e della sicurezza.