Truffano un’anziana a Tornareccio, inseguimento sulla Fondovalle Sangro: arrestati due 23enni

27 Febbraio 2026
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Un’anziana al telefono, immagine simbolo delle truffe che colpiscono le persone più fragili. Il caso di Sulmona ha visto vittima l’84enne madre del sindaco Tirabassi.

Finto carabiniere raggira 83enne e fugge con gioielli per 8mila euro. I militari di Archi bloccano l’auto in corsa e recuperano il bottino

TORNARECCIO – Hanno truffato un’anziana di 83 anni con la classica telefonata del finto carabiniere, poi sono fuggiti a bordo di un’auto a noleggio, ma la loro corsa è finita sulla Fondovalle Sangro, dove sono stati bloccati dai carabinieri. Due ventitreenni di Napoli sono stati arrestati in flagranza di reato dai militari della stazione di Archi, dipendenti dalla compagnia di Atessa, al termine di un inseguimento iniziato subito dopo la segnalazione di un’auto sospetta in paese.


La truffa è scattata nella mattinata di giovedì 26 febbraio, quando la vittima, che vive a Tornareccio, ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è qualificato come carabiniere. L’interlocutore le ha fatto credere che il nipote fosse trattenuto in caserma e che, per “tirarlo fuori dai guai”, fosse necessario consegnare una consistente somma di denaro.


Poco dopo, alla porta dell’83enne si è presentato un complice, al quale la donna, in buona fede, ha consegnato gioielli per un valore di circa ottomila euro. I due truffatori si sono quindi allontanati velocemente dal paese, ma la descrizione del veicolo, segnalato al 112 come sospetto, ha permesso ai carabinieri di individuarlo lungo la Fondovalle Sangro e di dare il via all’inseguimento.


I militari sono riusciti a bloccare l’auto in fuga e, durante i controlli, i due giovani hanno tentato di disfarsi della refurtiva. I gioielli sono stati recuperati e restituiti, mentre i due campani sono stati arrestati in flagranza di reato con l’accusa di truffa aggravata e resistenza a pubblico ufficiale.


Condotti in tribunale a Lanciano per la direttissima, il giudice per le indagini preliminari ha convalidato gli arresti e disposto per entrambi la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Napoli, in attesa dei successivi sviluppi processuali.

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