Avviato uno studio condiviso con Area Marina Protetta e Università: analisi tecnica e percorso pubblico sul futuro della costa teramana
TERAMO – Le amministrazioni di Pineto, Roseto degli Abruzzi e Silvi avviano un confronto ufficiale sull’ipotesi di interrare il tratto della linea ferroviaria adriatica che attraversa la costa teramana. Un’infrastruttura ottocentesca che oggi separa in modo netto collina e mare, soprattutto nell’area di maggior pregio ambientale a ridosso della Torre del Cerrano e dell’Area Marina Protetta.
L’iniziativa nasce dopo un primo confronto tra l’Area Marina Protetta e i tre Comuni e punta ad aprire una fase pubblica di approfondimento tecnico e partecipazione. Al momento, lungo il segmento tra Roseto e Silvi non sono previsti interventi di velocizzazione e i convogli non superano i 160 chilometri orari. L’ipotesi di uno spostamento verso l’interno appare complessa per l’elevata urbanizzazione, da qui la valutazione dell’interramento come possibile soluzione per coniugare modernizzazione ferroviaria e riqualificazione urbana.
Secondo i promotori, un eventuale tunnel consentirebbe di ricucire il territorio, migliorare sicurezza e qualità della vita e liberare in superficie spazi per verde pubblico e percorsi ciclopedonali, adeguando al contempo l’infrastruttura agli standard tecnologici più avanzati.
Il percorso trova un primo fondamento nella delibera approvata il 18 novembre 2025 dall’Assemblea del Consorzio dell’Area Marina Protetta, che prevede un’interlocuzione con Ministero, Rfi e altri enti. È stato costituito anche un gruppo di lavoro con rappresentanti dei Comuni, della Provincia, della Regione e dell’Area Marina Protetta, con il compito di monitorare gli sviluppi.
Le amministrazioni chiariscono che non si tratta di una decisione già assunta, ma dell’avvio di uno studio. Previsti un atto di indirizzo condiviso, il coinvolgimento degli enti sovraordinati e incontri pubblici. Un contributo tecnico sarà richiesto al Dipartimento di Architettura dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara per valutare costi e ricadute territoriali dell’ipotesi.