Sola (M5S) e Di Corcia (Acu) presentano un esposto all’AGCOM contro Masci: “Uso improprio della comunicazione istituzionale”

26 Febbraio 2026
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Una segnalazione formale è stata presentata all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni da Paolo Sola e Luigi Di Corcia, entrambi candidati alle prossime amministrative parziali con il M5S: contestata la sovrapposizione tra ruolo istituzionale e campagna elettorale nelle comunicazioni ufficiali

PESCARA – Arriva a pochi giorni dalle elezioni amministrative parziali dell’8 e 9 marzo, un ricorso formale all’AGCOM – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni presentato dall’avvocato Luigi Di Corcia, presidente dell’Associazione Consumatori e Utenti Abruzzo, insieme al capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale Paolo Sola, per “ripetute violazioni della legge sulla par condicio elettorale da parte del sindaco uscente e candidato Carlo Masci”.

Al centro della segnalazione vi sarebbe la comunicazione istituzionale fatta dopo la convocazione dei comizi elettorali. Secondo i promotori dell’esposto, nei canali ufficiali del Comune di Pescara sarebbero comparsi contenuti – tra video e post – relativi a lavori pubblici, interventi su infrastrutture, verde urbano e impianti sportivi. Una modalità comunicativa che, a loro avviso, contrasterebbe con quanto previsto dall’articolo 9 della legge 28 del 2000, norma che limita l’attività di comunicazione delle amministrazioni nel periodo elettorale, consentendola solo se indispensabile e in forma impersonale.

Di Corcia ha spiegato di aver ritenuto necessario rivolgersi all’AGCOM per ottenere una verifica puntuale dei fatti e l’eventuale apertura di un procedimento. «Un sindaco candidato – ha aggiunto Di Coccia – può fare campagna elettorale, ma non può utilizzare il proprio ruolo istituzionale e le opere pubbliche finanziate con i soldi dei cittadini come strumenti di promozione personale». Nell’esposto si chiede, tra l’altro, la rimozione dei contenuti ritenuti non conformi, una diffida a proseguire con analoghe modalità comunicative e l’applicazione delle sanzioni previste qualora fossero accertate violazioni.

Dal canto suo, Sola ha sottolineato il valore politico della questione, parlando di una «sovrapposizione continua tra ruolo istituzionale e propaganda personale» che rischierebbe di alterare l’equilibrio tra i candidati. «La par condicio non è un cavillo tecnico – ha affermato Sola – è una garanzia di equilibrio democratico a tutela dei cittadini. Chi non rispetta le regole in campagna elettorale, difficilmente le rispetta quando amministra, e questo atteggiamento è grave e allarmante. Per noi la tutela dei cittadini e la tutela della democrazia vengono prima di tutto, per qualcun altro evidentemente no».

La vicenda è ora all’attenzione dell’AGCOM, che dovrà valutare la fondatezza della segnalazione. In attesa degli sviluppi, il caso aggiunge carne al fuoco ad un clima politico ed elettorale già teso.

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