Presentato alla plenaria della consulta degli studenti, il progetto introduce un modello partecipativo che coinvolge direttamente ragazze e ragazzi nella costruzione delle azioni educative contro disagio, conflitti e violenza
TERAMO – Non più solo destinatari, ma protagonisti. A Teramo prende forma “Ti Ri-Conosco”, il progetto della Provincia di Teramo vincitore del bando nazionale Upi – Unione Province d’Italia “Province X Giovani”, che ribalta il modello tradizionale degli interventi educativi: ragazze e ragazzi entrano direttamente nella costruzione delle attività, diventando co-progettisti di un percorso pensato per affrontare disagio, conflitti e fragilità relazionali nelle nuove generazioni.
Il progetto è stato presentato questa mattina nel corso dell’assemblea plenaria della Consulta degli studenti, riunita nella sala consiliare di via Milli, segnando l’avvio ufficiale della prima fase operativa. “Ti Ri-Conosco” si svilupperà nell’arco di 18 mesi e propone un percorso di educazione all’affettività e al riconoscimento delle differenze – non solo di genere, ma anche culturali, sociali e religiose – con l’obiettivo di far emergere le radici di conflittualità, disagio e violenza tra le nuove generazioni.
Al centro del progetto il concetto “Ti vedo ma non ti conosco”: giovani e adulti che condividono spazi fisici e digitali, ma spesso non riescono a riconoscersi davvero come persone portatrici di storia, emozioni e fragilità. Da qui la tendenza a ridurre l’altro a un’etichetta, alimentando stereotipi, paure e dinamiche di esclusione. La mancanza di alfabetizzazione emotiva e di spazi strutturati di confronto produce relazioni superficiali e polarizzate, in cui diventa più facile esercitare sopraffazione e violenza piuttosto che costruire riconoscimento e cura.
Nel contesto teramano, queste dinamiche si intrecciano con l’aumento dei reati violenti e dei reati contro minori e donne, confermando la presenza di un disagio relazionale diffuso che attraversa le nuove generazioni.
Il progetto si fonda su un ampio partenariato pubblico e privato e introduce un cambio di paradigma: i giovani vengono coinvolti in tutte le fasi progettuali, non come semplici beneficiari ma come protagonisti attivi. Alla presentazione hanno partecipato, insieme alla Provincia, anche l’associazione Itaca, partner associato dell’iniziativa, oltre a studenti, docenti e alla rappresentante dell’Ufficio scolastico provinciale Monia Isolani.
Le linee di intervento prevedono l’attivazione di poli scolastici pilota con moduli di supporto psicologico, percorsi socio-affettivi, attività outdoor e di prosocialità; l’estensione progressiva del modello agli altri istituti superiori della provincia; una forte integrazione tra scuola, Asl, Centro antiviolenza provinciale, enti del terzo settore ed enti di formazione; azioni specifiche per la fascia 19–35 anni e l’uso combinato di strumenti educativi, sportivi, digitali e comunitari, fino a un evento finale territoriale.