GdiF Chieti, chiuse le indagini sull’operazione “Protesi fantasma”: cinque indagati per truffa ai danni dell’ASL

24 Febbraio 2026
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GdiF CHIETI: CONCLUSE LE INDAGINI SULL’OPERAZIONE “PROTESI FANTASMA”.

La Guardia di finanza ricostruisce un sistema illecito nel Distretto 2 dell’ASL Lanciano‑Vasto‑Chieti: ausili mai consegnati, doppie fatturazioni e una società cartiera. Danno stimato in oltre 744mila euro

CHIETI — La Guardia di finanza di Chieti ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a cinque persone coinvolte nell’operazione “Protesi fantasma”, l’inchiesta che ha portato alla luce un presunto sistema di truffe ai danni dell’ASL Lanciano‑Vasto‑Chieti. Gli indagati rispondono, a vario titolo, dei reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti.

L’indagine, condotta dai militari della Compagnia di Lanciano su delega della Procura frentana, è nata dall’analisi dell’anomalo incremento della spesa per l’assistenza protesica nel Distretto sanitario n. 2. Attraverso riscontri documentali, testimonianze e verifiche presso i domicili dei pazienti, i finanzieri — coordinati dal capitano Domenico Siravo — hanno ricostruito un meccanismo illecito strutturato su più livelli.

Secondo quanto accertato, ausili sanitari di elevato valore, come montascale e carrozzine elettriche, venivano regolarmente addebitati all’ASL senza essere mai consegnati ai pazienti. In altri casi, i beni risultavano fatturati due volte, nonostante fossero già stati restituiti al fornitore. Il profitto illecito veniva poi drenato dalle società coinvolte tramite il pagamento di fatture per operazioni inesistenti emesse da una società “cartiera” con sede a Roma, per un totale di oltre 1,2 milioni di euro.

Il danno diretto all’ente pubblico è stato quantificato in 744.140,75 euro. Nel settembre 2025, su richiesta della Procura, il GIP del Tribunale di Lanciano ha disposto un sequestro preventivo da 1.139.427,95 euro, colpendo non solo le disponibilità finanziarie degli indagati, ma anche beni conferiti in un trust creato appositamente per schermare il patrimonio dalle indagini.

Oltre ai responsabili delle due società sanitarie coinvolte, risultano indagati anche alcuni funzionari dell’ASL. L’Azienda sanitaria figura nel procedimento come parte offesa.

La Guardia di finanza ricorda che, in base al principio di presunzione di innocenza, la colpevolezza potrà essere accertata solo con sentenza definitiva. Le Fiamme Gialle sottolineano inoltre il proprio impegno nel supportare amministrazioni ed enti locali nell’adozione di strategie antifrode per contrastare illeciti e sprechi nei settori previdenziali, assistenziali e sanitari, con l’obiettivo di garantire che le risorse pubbliche raggiungano realmente le fasce più deboli della popolazione.

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