Nuova Pescara, Sola e Alessandrini (M5S): «No al rinvio, serve un commissario per la fusione»

30 Agosto 2026
2 minuti di lettura

I due esponenti pentastellati alla vigilia dell’assemblea costitutiva: «Dodici anni di attesa sono troppi, i sindaci vadano a casa perché hanno fallito». Lunedì in aula si discute la relazione dell’Ufficio di fusione

PESCARA – Unire i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore come previsto dall’attuale legge regionale, senza rinvii, e se necessario farlo con la nomina di un commissario: è quanto chiede il Movimento 5 Stelle con il capogruppo di Pescara Paolo Sola e la consigliera regionale Erika Alessandrini. I due intervengono dopo la pubblicazione della relazione conclusiva predisposta dall’Ufficio di fusione, che lunedì pomeriggio viene discussa dall’assemblea costitutiva.

«Dodici anni dopo il referendum siamo arrivati al paradosso», attaccano Sola e Alessandrini, «la relazione che avrebbe dovuto certificare il completamento del processo di fusione certifica invece che quel processo non è stato completato. La risposta non può essere l’ennesimo rinvio. Il primo gennaio si rispetti la scadenza prevista e sia un commissario a portare a termine quello che la politica non è stata capace di fare in tutti questi anni, nonostante fondi e risorse a disposizione».

Il documento predisposto dall’Ufficio attesta infatti che «non sussistono le condizioni tecnico-giuridiche per attestare come compiuto il processo di fusione nei termini stringenti fissati dalla legge». Per i pentastellati «è la fotografia di un fallimento politico: non della Nuova Pescara, ma della classe politica che avrebbe dovuto realizzarla. Dopo dodici anni dal referendum ci sono ancora funzioni che continuano ad essere gestite autonomamente dai singoli Comuni e altre, tra cui servizi pubblici, urbanistica, servizi sociali, scuola e polizia municipale, per le quali il processo di associazione non è stato perfezionato».

Per Sola e Alessandrini questi ritardi non possono diventare l’alibi per spostare ancora una volta la nascita del nuovo Comune: «Siamo nettamente contrari a qualsiasi nuova proroga», affermano, «ogni rinvio premia chi non ha rispettato le scadenze e mortifica ancora una volta i cittadini che hanno già deciso nel 2014. Una legge regionale non può essere trattata come un giocattolo, modificandone le scadenze ogni volta che la politica non riesce a rispettarle».

I due esponenti del Movimento 5 Stelle ricordano inoltre come pochi mesi fa la posizione della Regione era radicalmente diversa: «Il 10 febbraio Marsilio e Sospiri assicuravano pubblicamente che la proroga degli obiettivi intermedi non avrebbe spostato “di un giorno” la nascita della nuova città e arrivavano a prospettare poteri sostitutivi in caso di inadempienze. Oggi si parla invece tranquillamente di arrivare al 2029. Qualcuno dovrebbe spiegare cosa sia cambiato in pochi mesi e quale valore abbiano ormai gli impegni pubblicamente assunti dalla Regione».

«Dal primo gennaio», propongono Sola e Alessandrini, «la transizione venga affidata a un commissario con il mandato di completare la fusione, coadiuvato da una regia sovracomunale a guida regionale e da tutte le professionalità tecnico-amministrative necessarie. Le criticità certificate dall’Ufficio vanno affrontate con strumenti, competenze e poteri adeguati, non utilizzate come giustificazione per spostare ancora una volta la scadenza».

«Il commissariamento non sarebbe la sconfitta della Nuova Pescara, ma la conseguenza del fallimento della politica che avrebbe dovuto realizzarla. Il primo gennaio 2027», concludono Sola e Alessandrini, «deve essere un punto di non ritorno: dopo dodici anni i sindaci tornino a casa e lascino che un commissario completi finalmente il percorso scelto dai cittadini».

Altro da

Non perdere