I consiglieri azzurri puntualizzano: “Non si scarichi la colpa sui lavoratori, il problema è politico e organizzativo”
CHIETI – Erba alta, vegetazione incolta e aree trascurate: per Forza Italia il cimitero di Chieti mostra un volto di abbandono testimoniate dalle foto raccolte dai consiglieri Mattia Di Paolo (capogruppo), Renata D’Ettorre e Remo Stampone.
“Un cimitero è un luogo sacro, della memoria e del raccoglimento — affermano i consiglieri forzisti — e chi si reca a far visita ai propri cari ha il diritto di trovare ambienti puliti, curati e decorosi”. Ma i consiglieri azzurri chiariscono subito un punto: “La colpa non può essere scaricata sui dipendenti del cimitero. Sono appena sette le unità, di cui quattro impegnate nelle tumulazioni e tre nella pulizia. È impensabile che un organico così ridotto possa far fronte alle esigenze di una struttura di queste dimensioni. Il problema è a monte e riguarda l’organizzazione del servizio”.
Per Forza Italia, la responsabilità è dunque politica. “Il sindaco e l’assessore Stella hanno il dovere di garantire pulizia, manutenzione e decoro. Se il personale non è sufficiente, bisogna trovare soluzioni alternative, programmare gli interventi e, dove necessario, ricorrere a servizi esterni. Non è pensabile lasciare che la vegetazione cresca indisturbata fino a raggiungere condizioni come quelle documentate nelle fotografie”.
Il gruppo consiliare chiede un intervento immediato e una pianificazione stabile: “Non servono interventi occasionali per tamponare le emergenze. Serve una programmazione seria e continuativa, con risorse adeguate e responsabilità precise. Il decoro del cimitero non può essere considerato un aspetto secondario dell’attività amministrativa”.
Il capogruppo Mattia Di Paolo chiude con un appello diretto: “Ai cittadini non interessano gli alibi, ma avere un cimitero pulito, curato e dignitoso. E soprattutto chiediamo che non venga mai addossata la responsabilità ai lavoratori, che devono essere messi nelle condizioni di svolgere il proprio compito. La responsabilità di organizzare il servizio è di chi amministra la città”.