L’associazione “Radici in Comune”: «Interventi entro settembre su tutto il territorio, compresi gli alberi privati, o sarà un’ecatombe»
PESCARA – «Intere vie della città hanno pini in uno stato di infestazione da cocciniglia così avanzato che, tra pochissimo, li porterà alla morte»: è l’allarme che lancia Simona Barba, presidente dell’associazione “Radici in Comune”, che teme «una vera e propria ecatombe dei nostri alberi più grandi», di fronte alla quale si continua ad agire con «interventi parziali e inutili». Il risultato? «Si riduce temporaneamente la popolazione della cocciniglia solo sugli alberi trattati, che verranno subito reinfestati dagli altri non trattati».
Barba sostiene che nell’ottobre 2021, quando la Regione aveva individuato ufficialmente il focolaio di Pescara, dando contestualmente indicazioni per contrastarlo, l’amministrazione comunale ha disatteso quelle indicazioni. Anche per questo oggi in diverse zone della città, da via Colle di Mezzo a via del Santuario, dal parco di Villa Basile al quartiere San Giuseppe, il peggioramento è evidente a tutti. «I pini ingialliscono e le montagne di aghi secchi sono visibili a tutti lungo le strade», denuncia Radici in Comune, che per questo ha inviato una formale diffida al Comune.
Il documento invita il municipio a procedere con trattamenti su tutti i pini presenti sul territorio comunale entro settembre, prima che il periodo vegetativo si chiuda e l’efficacia dei trattamenti crolli, e a fare in modo che vengano trattati anche i pini privati, affinché non si trasformino in nuovi focolai per le piante pubbliche trattate. «Perdere i pini maturi di Pescara», sottolinea Barba, «significa perdere servizi ecosistemici essenziali quali ombreggiamento, mitigazione delle temperature, riduzione dell’inquinamento atmosferico, contrasto all’isola di calore. Servizi che non si possono sostituire piantando nuovi alberelli, che impiegheranno decenni per raggiungere le stesse dimensioni e la stessa efficacia».