L’opposizione in Consiglio regionale attacca la Giunta sulla gestione dell’emergenza. D’Amico, Paolucci e Di Marco denunciano la mancata prevenzione e l’abbandono dei Parchi
L’AQUILA – Esplode la scontro politico in Abruzzo sulla gestione dell’emergenza incendi che sta devastando diversi territori regionali, a partire dal drammatico rogo sul Monte Morrone che interessa i comuni di Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme, e dove solo l’arrivo della pioggia nel pomeriggio di ieri ha smorzato una situazione critica alimentata da forte vento e temperature estreme.
Questa mattina i consiglieri regionali di opposizione Luciano D’Amico, Silvio Paolucci, Antonio Blasioli, Antonio Di Marco ed Erika Alessandrini hanno tenuto una conferenza stampa per annunciare la presentazione di un’interpellanza urgente sulla campagna AIB (Antincendio Boschivo) 2026, accusando la maggioranza di aver lasciato inapplicato il suo stesso piano di prevenzione.
I consiglieri del Patto per l’Abruzzo hanno sottolineato come sia lo stesso documento ufficiale della Regione a certificare le criticità del sistema: pochi fondi, un modello di finanziamento della prevenzione inefficace, una rete radio incompleta, la necessità di manutenzione delle vasche antincendio, coordinatori delle operazioni di spegnimento (COS) ridotti e organizzazione con i Vigili del Fuoco dichiarata non definitiva. Queste sono alcune delle criticità evidenziate nelle pagine del Piano antincendio boschivo (AIB) della Regione Abruzzo. Quello che emerge dall’analisi del Piano AIB 2026-2028 non sarebbe dunque il quadro rassicurante che oggi si vorrebbe rappresentare.
Il consigliere Luciano D’Amico ha denunciato l’assenza di programmazione e il mancato seguito dato alle misure di prevenzione previste: «Come sempre nelle critiche che rivolgiamo a questo governo c’è una mancanza assoluta di programmazione. La Regione ha varato un piano di prevenzione incendi a cui non ha dato assolutamente seguito, abbiamo rilevato, rileviamo e continueremo a denunciare fino a quando non verrà posto rimedio, una serie di carenze che vanno da sistemi radio che non sono adeguati e non funzionano, ai bacini di accumulo, alla prevenzione ed eliminazione del sottobosco. Sono tanti i punti in cui l’assenza di programmazione conduce a delle situazioni come quelle che purtroppo stiamo osservando in questi giorni. Ne soffre l’Abruzzo, ne soffrono gli abruzzesi e le abruzzesi. […] L’interpellanza servirà proprio a questo, servirà a sollecitare chi avrebbe dovuto provvedere a farlo, in modo che non si ripetano più episodi come quello del Morrone che sta bruciando ormai da giorni. […] E’ mancata un’azione di prevenzione che non è quella chiesta dalle opposizioni ma è quella messa nero su bianco dalle forze di maggioranza nell’approvazione del piano di prevenzione incendi, il piano AIB, il piano che avrebbe dovuto tutelare i boschi abruzzesi e avrebbe dovuto tutelare la nostra regione e al quale non è stato dato seguito».
Il consigliere Silvio Paolucci ha ricordato come il documento elencasse già le problematiche poi puntualmente emerse: «Il piano di prevenzione per gli antincendi boschivi già sottolineava tutte le difficoltà che sono poi emerse nelle settimane successive all’approvazione. Mancano le risorse, manca la prevenzione, mancano ovviamente tutti quei coordinatori a livello territoriale nelle operazioni di spegnimento. Dunque un piano che elencava le criticità e una giunta che è rimasta inerme e ferma rispetto alle stesse criticità sollevate con l’atto di approvazione. […] Se voi avete approvato un piano che elencava tanti e tali criticità perchè non avete fatto nulla rispetto a tutte quelle criticità che già conoscevate?»
Infine l’affondo del consigliere Antonio Di Marco si è concentrato sulla gestione delle risorse, sulle carenze della Protezione Civile e sul mancato sostegno agli Enti Parco: «Questo appuntamento è importante per rilevare le criticità che viviamo in questi giorni sul fronte del fuoco, esattamente sul Morrone, ma non solo. […] Marsilio ha voluto dimostrare un’organizzazione che non c’è, ha voluto dare responsabilità al passato ma la prima responsabilità la deve dare a se stesso rispetto ai tanti fondi spesi inutilmente veramente sciupati per iniziative non di valore e che invece andavano investiti per casi come questi dove la Protezione Civile deve avere risorse adeguate. […] Vedere un parco adagiato su se stesso che non da risposte ai sindaci del parco significa che è un parco inesistente e questa è una responsabilità che va in capo al governo nazionale, che toglie fondi ai parchi, e soprattutto alla regione che non ha quella cultura idonea per comprendere quanto siano importanti i parchi nelle aree interne e non solo».
L’atto ispettivo si chiude con richieste di delucidazioni sui bilanci passati e futuri: «Vogliamo sapere quanto la Giunta ha stanziato e realmente speso dal 2019 a oggi per prevenzione e lotta attiva; quanto per mezzi aerei e accordi con i Vigili del Fuoco; quale fosse anno per anno la consistenza reale di mezzi e attrezzature; cosa sia stato fatto su vasche, infrastrutture, radio, formazione e coordinamento; perché le tutele dell’articolo 39 per consentire l’effettiva partecipazione dei volontari siano state attivate con la tempistica contestata nell’interpellanza; e soprattutto quali risorse il Presidente e la Giunta di destra intendano mettere nel bilancio 2027-2029. Sono questi i principali quesiti posti formalmente alla Giunta nella interpellanza depositata».
In conclusione, la minoranza sollecita chiarimenti immediati in aula: «La verità – incalzano dall’opposizione – è che se la Giunta non conosceva queste criticità significa che non conosceva fino in fondo il Piano che la propria amministrazione ha approvato il 25 giugno. Se al contrario le conosceva, deve spiegare quali interventi sono stati assunti e perché siamo arrivati alla stagione degli incendi con il Piano che continuava a certificare fondi scarsi, limiti nella prevenzione, infrastrutture da manutenere, una rete radio ancora incompleta, pochi COS e un’organizzazione con i Vigili del Fuoco dichiarata non definitiva. Uno stallo organizzativo che rende ancora più importante il sacrificio di tutte le forze di operatori e volontari che in questi giorni stanno cercando di salvare il Morrone, a cui va il nostro più sentito ringraziamento. Il Presidente Marsilio deve limitare la propaganda e non prendersela con chi fa notare vulnerabilità che non dovrebbero esserci su un’azione di tale importanza. Serve rispondere con fatti, numeri, atti, risorse, date per valutare eventuali responsabilità. È esattamente ciò che gli chiediamo di fare in Consiglio regionale per la sicurezza dei territori e di chi li abita. E deve farlo nel più breve tempo possibile».