Emergenza insabbiamento al porto di Pescara. L’associazione Mimmo Grosso torna a chiedere il dragaggio

18 Luglio 2026
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porto canale di pescara, molo con pescherecci attraccati

La marineria ancora in attesa degli interventi annunciati un anno fa

PESCARA – “Siamo ancora in attesa, ormai per quasi tre mesi, dell’ attuazione di un progetto esecutivo per l’escavo di circa 6mila metri cubi di sedimenti finalizzato ad attenuare la gravità delle condizioni batimetriche dei fondali del canale d’ingresso e uscita della darsena commerciale e della canaletta compresa tra i due moli”. A scriverlo è il presidente dell’associazione Mimmo Grosso Doriano Camplone, che torna a rivolgersi alle istituzioni.

“Non abbiamo dimenticato gli annunci fatti in pompa magna, nella conferenza stampa del 4 agosto 2025 tenutasi presso la sede del Consiglio Regionale, nella quale il presidente Lorenzo Sospiri, l’onorevole Guerino Testa, l’assessore alle Infrastrutture Umberto D’Annuntis ed il sindaco Carlo Masci, hanno annunciato che sarebbero stati messi in atto un primo dragaggio di 6.000 metri cubi, da realizzarsi entro settembre 2025, ed un successivo intervento di dragaggio più importante, di 25.000 metri cubi di sedimenti. Nonché l’ avvio, nella primavera del 2026, da parte del Provveditorato, del tanto atteso svuotamento della vasca di colmata, dove sono ancora depositati i fanghi del dragaggio del 2012”.

E va avanti: “Ad oggi, a questi annunci, dopo quasi un anno, è seguito soltanto un unico intervento di dragaggio di circa 2mila e 500 metri cubi effettuato lo scorso settembre. L’elefante ha partorito un topolino. Ritengo opportuno sottolineare che, proprio per manifestare fiducia nell’affidabilità di questi annunci, la marineria ha sospeso lo stato di agitazione e le relative proteste, messe in atto all’ inizio della scorsa estate, per sollecitare risposte risolutive al problema e culminate nella non partecipazione dei pescherecci alla tradizionale processione in mare per la festa di Sant’Andrea. Evidentemente, alla luce dei fatti concreti realizzati , la nostra fiducia è stata mal riposta”.

“Ancor meglio ricordiamo, nonostante i quasi tre mesi trascorsi, quanto è stato annunciato dall’ingegner Garofalo e dall’assessore Umberto D’Annuntis nel tavolo tecnico del 16 aprile, circa le future azioni che l’Autorità di Sistema e la Regione avrebbero messo in atto per affrontare l’annosa problematica dell’ insabbiamento del nostro porto. Progetti e interventi dei quali non si vedono tracce”.

Poi conclude: “Dopo quasi un’anno, nonostante quella clamorosa azione di protesta, la situazione all’ interno del porto di Pescara, non ha fatto altro che peggiorare. E se oggi possiamo beneficiare di una situazione relativamente migliore, nel tratto finale della canalina e nel corridoio di passaggio per l’ uscita/entrata nella darsena commerciale, il merito va attribuito all’azione di madre natura e non certo a qualsivoglia intervento messo in atto da chi di dovere. La speranza è di poter assistere ad un significativo cambio di rotta nella deludente gestione dello scalo portuale pescarese, anche in seguito al recente cambio al vertice decretato con la nomina di Mirco Carloni quale nuovo Presidente”.

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