Il sindaco Luca Santilli rilancia il modello della prima Comunità Energetica d’Abruzzo nel dibattito sulle aree idonee: «I territori non sono soltanto luoghi da tutelare, ma laboratori in cui si sperimentano le politiche del futuro»
GAGLIANO ATERNO – La transizione energetica non può essere ridotta a una semplice questione di freddi numeri, scadenze europee o spartizioni di suolo per i grandi impianti fotovoltaici, ma deve essere, prima di tutto, un processo profondamente democratico. È questo il messaggio che arriva da Gagliano Aterno, un piccolo comune dell’entroterra aquilano diventato un vero e proprio punto di riferimento nazionale per l’energia pulita e condivisa.
Nel pieno del dibattito politico e istituzionale sulla definizione delle aree idonee all’installazione dei pannelli solari, il sindaco Luca Santilli lancia un appello accorato alla politica regionale e nazionale affinché si ascoltino i territori e si valorizzino le esperienze nate dal basso. Secondo il primo cittadino, infatti, il passaggio alle rinnovabili avrà successo solo se si dimostrerà capace di redistribuire valore, rafforzare le comunità e generare nuovi servizi essenziali per i cittadini.
Il sindaco di Gagliano Aterno non parla per mera teoria, ma forte di fatti concreti. Nel 2021 il comune ha dato vita alla prima Comunità Energetica Rinnovabile d’Abruzzo, che è stata anche una delle primissime su scala nazionale. Si è trattato di un percorso nato direttamente nelle piazze attraverso assemblee pubbliche e un dialogo costante con la cittadinanza.
«La vera innovazione non è stata installare impianti ma cambiare il rapporto tra le persone e l’energia», ha dicharato Santilli, sottolineando che «la comunità energetica non è solo un progetto energetico ma un progetto di comunità».
All’interno di questo modello virtuoso, i cittadini smettono di essere semplici consumatori passivi e diventano produttori e beneficiari diretti dell’energia generata, trattenendo così la ricchezza economica all’interno del proprio territorio.
La dimostrazione che una comunità energetica sia un vero e proprio progetto sociale si ritrova nell’uso pratico che Gagliano Aterno fa dei benefici economici generati. Le risorse finanziarie derivanti dall’energia pulita, infatti, non si traducono soltanto in risparmi sulle bollette dei singoli, ma vengono costantemente reinvestite in servizi essenziali studiati per contrastare lo spopolamento delle aree interne. Tra questi spiccano l’attivazione dell’infermieristica di comunità per l’assistenza sanitaria locale, l’organizzazione del trasporto sociale dedicato ai cittadini più fragili o isolati e la creazione di centri estivi gratuiti per sostenere concretamente le famiglie del paese.
L’efficacia di questo modello ha dimostrato di poter superare agilmente i confini comunali, estendendosi con successo anche nella Marsica attraverso un progetto condiviso con il Comune di Aielli e il sindaco Enzo Di Natale.
Questa sinergia dimostra come la collaborazione attiva tra enti locali sia la chiave di volta per una transizione ecologica che sia al contempo diffusa e partecipata.
Mentre la politica regionale si interroga su dove e come posizionare i grandi impianti fotovoltaici, il monito che arriva dall’entroterra aquilano è quello di non considerare i piccoli borghi come semplici spazi vuoti da colonizzare o come cartoline da proteggere passivamente. I territori montani e rurali devono essere visti come laboratori vivi in cui si sperimentano le politiche del futuro, poiché la sfida della transizione energetica si vincerà solo se si riusciranno a trasformare questi progetti in opportunità concrete di sviluppo, democrazia e riscatto locale.