Da ottobre aumenti orari stabili per i part-time. Intesa anche sulla programmazione dei turni e sulla sicurezza nella gestione del contante
TERAMO – Dopo oltre tre ore di confronto arriva l’intesa sulla vertenza dei lavoratori del Centro unico di prenotazione della Asl di Teramo. In Prefettura le parti hanno raggiunto un accordo che porta alla revoca dello stato di agitazione proclamato da Filcams Cgil e Fisascat Cisl, che nelle scorse settimane avevano annunciato una mobilitazione per chiedere risposte sulle condizioni di lavoro e sull’organizzazione del servizio.
Al tavolo, alla presenza del capo di gabinetto della Prefettura, hanno partecipato i vertici dell’azienda consortile Cup Abruzzo, della Asl di Teramo e le rappresentanze sindacali. L’intesa prevede una serie di impegni considerati vincolanti dai sindacati.
Il primo punto riguarda il consolidamento delle ore lavorative per il personale part-time. Dal prossimo ottobre scatteranno aumenti orari stabili e definitivi, con un percorso che sarà avviato il 9 luglio attraverso un tavolo dedicato.
Novità anche per la gestione dei turni. Dal 15 luglio la programmazione dovrà essere comunicata con maggiore anticipo: sarà introdotta una turnistica bisettimanale, superando così la pratica delle comunicazioni all’ultimo momento che aveva generato malumori tra i lavoratori.
Sul fronte della sicurezza, sarà effettuata una mappatura dei presidi per migliorare la gestione del contante. L’obiettivo è portare il fondo cassa a 200 euro in attesa dell’installazione delle casse automatiche.
L’accordo riguarda anche la sede di Treglio, in provincia di Chieti, dove la Asl ha dato disponibilità all’avvio dello smart working dopo la risoluzione degli aspetti tecnici legati alla privacy.
L’azienda ha inoltre presentato scuse formali per le criticità emerse nelle relazioni sindacali. Filcams Cgil e Fisascat Cisl, pur prendendo atto dell’intesa raggiunta, hanno però annunciato che procederanno nelle sedi competenti rispetto alle contestazioni relative a presunte condotte antisindacali e discriminatorie nei confronti dei lavoratori durante la fase di agitazione.