La decisione del Tar fa slittare ancora la soluzione della vertenza. Sindacati, Dino Pepe (Pd) ed Enio Pavone (Azione) sollecitano la Regione ad attivarsi per sbloccare le risorse e pagare gli oltre 250 lavoratori delle case di riposo dell’Asp 1
TERAMO – «Non è più tollerabile che chi ogni giorno garantisce assistenza agli anziani resti senza stipendio». È l’allarme lanciato dalle organizzazioni sindacali in una nota congiunta, dopo il rinvio a settembre dell’udienza del Tar sullo sblocco dei conti dell’Asp 1 di Teramo. La decisione del tribunale prolunga una crisi che coinvolge oltre 250 lavoratrici e lavoratori delle strutture di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto, ancora in attesa delle retribuzioni arretrate.
A denunciare l’aggravarsi della situazione sono le sigle Fp Cgil Teramo, Fisascat Cisl Abruzzo Molise, Uil Fp Teramo, Ugl Salute Teramo e Nursind Teramo, che parlano di una vertenza ormai arrivata a un punto critico. Il rinvio della decisione giudiziaria, spiegano nella nota, «allontana la possibilità di sbloccare le risorse necessarie per pagare gli stipendi arretrati e lascia nel limbo centinaia di famiglie».
Va ricordato che i dipendenti delle strutture gestite dalle cooperative Sanitalia e Assistenza 2000 non hanno ancora ricevuto la mensilità di maggio e la quattordicesima, mentre continuano quotidianamente a garantire un servizio essenziale per gli anziani ospiti delle case di riposo.
Per i sindacati non è più il momento dei rinvii e delle responsabilità scaricate da un soggetto all’altro. Sotto attacco finiscono la Regione Abruzzo, l’assessore alle Politiche sociali Roberto Santangelo, il Dipartimento sociale, il commissario dell’Asp 1 Roberto Canzio, la direzione dell’azienda e le cooperative coinvolte. Le organizzazioni chiedono che ciascuno intervenga per le proprie competenze e che vengano individuate rapidamente le risorse necessarie per liquidare quanto dovuto ai lavoratori.
Tra le procedure avviate viene menzionata anche la cessione del credito che l’Asp 1 vanta nei confronti della Regione, formalizzata con atto notarile lo scorso 18 giugno, e sulla quale è stato richiesto un parere all’Avvocatura regionale. Per i sindacati lo sblocco di queste somme rappresenta un «passaggio decisivo per affrontare l’emergenza».
Le sigle chiedono inoltre che il direttore del Dipartimento sociale Emanuela Grimaldi e l’assessore Santangelo incontrino direttamente i lavoratori per illustrare la situazione dell’ente. In assenza di risposte concrete, annunciano nuove iniziative di mobilitazione.
Sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale del Pd Dino Pepe, che definisce il rinvio del Tar «un colpo durissimo» per una situazione già al collasso. Pepe ricorda che, secondo quanto dichiarato nelle scorse settimane dal commissario straordinario Roberto Canzio, lo sblocco dei conti dell’Asp 1 era atteso proprio nei primi giorni di luglio.
«Non c’è più un minuto da perdere», sostiene il consigliere regionale, chiedendo alla Regione un intervento diretto per garantire il pagamento delle spettanze ai lavoratori. Secondo Pepe la priorità è evitare che siano gli operatori impegnati nell’assistenza agli anziani a pagare le conseguenze della crisi finanziaria dell’ente.
A chiedere un’accelerazione è anche il consigliere regionale di Azione Enio Pavone, che esprime vicinanza ai 250 lavoratori e annuncia la presentazione di un’interrogazione in consiglio regionale. Pavone chiede all’assessore competente di riferire sullo stato della vertenza e sulle iniziative che la Regione intende mettere in campo.
Per Pavone è necessario «superare l’emergenza immediata, garantendo il pagamento degli stipendi, ma anche affrontare il futuro dell’Asp 1 con una soluzione definitiva che restituisca stabilità all’azienda e certezze ai lavoratori. Le strutture di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto – sottolinea – rappresentano infatti un presidio fondamentale per il territorio e per l’assistenza alle persone più fragili».