Sit-in sulla ss16 con residenti e il comitato di Silvi Alta guidato da Marta Di Giovanni. Il capogruppo del Pd Vito Partipilo chiede l’intervento degli enti sovracomunali, mentre il sindaco Scordella replica: “La situazione viene strumentalizzata, stiamo lavorando con Regione, Provincia e altri enti per arrivare a una soluzione”
SILVI – Sono 441 i giorni trascorsi dalla chiusura della strada provinciale 29b in contrada Vallescura e i cittadini di Silvi Paese tornano a chiedere risposte all’amministrazione comunale per sapere tempi certi sul ripristino della circolazione. Questa mattina un nutrito gruppo di residenti ha partecipato alla protesta organizzata sulla ss16, nei pressi del bivio per Silvi Paese, per sollecitare la riapertura dell’arteria interrotta a causa della frana che ha completamente ostruito la carreggiata.
Alla manifestazione hanno preso parte anche i rappresentanti del comitato di Silvi Alta guidato dalla portavoce Marta Di Giovanni. I cittadini chiedono tempi certi per l’avvio degli interventi e contestano il mancato rispetto delle rassicurazioni arrivate nei mesi scorsi, quando in consiglio comunale era stata annunciata una possibile riapertura. A distanza di settimane, denunciano i promotori della protesta, «non sono ancora partiti i lavori e manca un cronoprogramma definito».
La chiusura della sp 29 b continua infatti a creare disagi a residenti, pendolari e attività commerciali del borgo collinare. I manifestanti sottolineano anche le difficoltà per l’arrivo dei visitatori nel periodo estivo, con il timore che le condizioni di accessibilità possano penalizzare Silvi Paese e tutte le attività commerciali del posto.
Nel corso della protesta non sono mancati momenti di tensione con alcuni automobilisti rimasti fermi sulla ss 16 sotto il sole, a causa del rallentamento del traffico.
Presente alla manifestazione anche Vito Partipilo, capogruppo del Pd in consiglio comunale, che ha richiamato il ruolo degli enti sovracomunali nella gestione dell’emergenza. «Avevamo chiesto anche ai poteri sovracomunali, alla Regione in primis, di farsi carico della situazione a seguito del riconoscimento dello stato di emergenza nazionale del 9 aprile e di poter prendere in carico la problematica», dichiara Partipilo, sollecitando un’accelerazione del percorso per arrivare alla riapertura della strada.
Sulla vicenda interviene il sindaco Andrea Scordella, che respinge le accuse di immobilismo e parla di «strumentalizzazione politica» di una situazione di interesse pubblico. «I nostri avversari politici conoscono bene l’impegno che l’amministrazione comunale sta mettendo in campo per sollecitare gli interventi di chi ha competenza», afferma il primo cittadino.
Scordella ricorda il coinvolgimento di Regione Abruzzo, Provincia di Teramo, Protezione civile nazionale e regionale, università d’Annunzio di Pescara e Genio civile. «Sulla riapertura della sp 29b abbiamo fatto di tutto e di più, per quanto era in nostro potere», aggiunge il sindaco.
La questione principale resta però l’accertamento tecnico preventivo richiesto da Aca (la società acquedottistica) al tribunale di Teramo per chiarire le cause della frana. Secondo il Comune, gli interventi potranno partire dopo le valutazioni del giudice e l’autorizzazione ad operare.
Intanto venerdì pomeriggio si è svolto un incontro in municipio tra amministrazione comunale, Regione, Provincia, università di Pescara, Genio cvile, tecnici comunali e rappresentanti della società CIM, proprietaria dei terreni interessati dal movimento franoso. Nel corso della riunione è stato ipotizzato un cronoprogramma per arrivare alla riapertura in tempi brevi, con il transito inizialmente a senso unico alternato regolato da semaforo.
Tra gli interventi previsti, lo sfalcio della vegetazione nell’area della frana per consentire ulteriori verifiche, l’installazione di un sistema di monitoraggio curato dall’università d’Annunzio e dal Genio civile, oltre alla rimozione di terra e detriti dal tratto di strada invaso. Il Comune, che ha già attivato il Centro operativo comunale, continuerà a svolgere attività di coordinamento.