Migranti e integrazione, la Regione Abruzzo aderisce al progetto FAMI

24 Giugno 2026
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Via libera della Giunta regionale. L’assessore Santangelo: “Entriamo nel sistema nazionale di inclusione socio-lavorativa. Focus su donne vulnerabili, contrasto allo sfruttamento e formazione”

L’AQUILA – C’è anche la Regione Abruzzo tra i territori protagonisti della nuova strategia nazionale per l’inclusione dei cittadini stranieri. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Roberto Santangelo, ha infatti autorizzato ufficialmente il Servizio Tutela sociale a presentare una propria scheda progettuale nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI).

Si tratta di un importante strumento finanziario dell’Unione europea, gestito direttamente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che per l’Abruzzo metterà a disposizione una dotazione finanziaria di oltre 300 mila euro.

L’adesione al fondo europeo rappresenta un passo in avanti strategico per il welfare locale, come sottolineato dall’Assessore alle politiche sociali Roberto Santangelo: «Aderire alla progettualità finanziati con il fondo FAMI è un ulteriore momento di crescita della regione che entra nel sistema nazionale di integrazione socio-lavorativa e di inclusione dei cittadini di paesi stranieri. È una realtà che negli ultimi anni è cresciuta anche in Abruzzo, se non con l’incidenza registrata in altre regioni più popolose e industrialmente più sviluppate, ma pur sempre con numeri che non possono essere ignorati. La partecipazione al bando promosso dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali è in coerenza con le priorità regionali in materia di inclusione sociale, integrazione e sostegno alle persone vulnerabili, settori nei quali l’assessorato alle Politiche sociali si è mosso con tempestività garantendo risorse economiche e supporto alle associazioni di volontariato impegnate quotidianamente nell’attività di integrazione del cittadino straniero».

I progetti che verranno finanziati ed erogati sul territorio abruzzese grazie ai fondi FAMI si concentreranno su quattro direttrici fondamentali di intervento. Si guarderà in primo luogo all’integrazione socio-lavorativa al femminile, rivolgendo la massima attenzione alle donne migranti, disoccupate o che si trovano in condizioni di forte marginalità. Parallelamente si interverrà sul lavoro di cura e domestico, puntando al potenziamento e alla regolarizzazione delle attività legate all’assistenza familiare. Un altro pilastro fondamentale sarà il contrasto allo sfruttamento e alla tratta, attraverso azioni mirate a combattere il caporalato e lo sfruttamento lavorativo, fornendo contestualmente supporto e protezione alle vittime. Infine, l’ultimo tassello riguarderà la formazione linguistica, con corsi di lingua italiana considerati la chiave indispensabile per un reale inserimento lavorativo e sociale.

La scelta di intercettare i fondi europei nasce anche dalla consapevolezza che le sole risorse regionali non sarebbero sufficienti a coprire un panorama così complesso. Come ha concluso lo stesso Santangelo, sono tutti fattori che necessariamente non riguardano solo il cittadino straniero, che sono rinvenibili sul nostro territorio regionale e che sono difficili da debellare facendo leva sulle sole risorse del bilancio regionale. Da qui nasce la necessità di attivare la misura FAMI attraverso un’ipotesi progettuale concreta, nella quale la Regione Abruzzo potrà fare leva e collaborare attivamente anche con partner di natura privata e del terzo settore.

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