Chieti, Colantonio sul ponte di via Gran Sasso: “5 anni di attese e soldi erosi. Del progetto definitivo neanche l’ombra”

20 Giugno 2026
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Il consigliere leghista denuncia incarichi a catena, monitoraggi senza progetto e “tempi biblici” mentre il viadotto resta senza interventi concreti

CHIETI – “Cinque anni e otto mesi di studi, monitoraggi, prove di carico, determine, incarichi esterni. Ma del progetto di messa in sicurezza del ponte di via Gran Sasso non c’è neppure l’ombra”. La denuncia è dell’ex candidato sindaco Mario Colantonio (Lega) che ricostruisce la vicenda, dice, “per far aprire gli occhi, da subito, al nuovo sindaco di Chieti”.

Colantonio ricorda che il ponte era già stato oggetto di uno studio specifico tra il 2019 e il 2020, con una relazione tecnica dettagliata e criticità evidenziate. Da lì erano partite le procedure per ottenere il finanziamento pubblico: 1,2 milioni di euro dei Fondi di Sviluppo e Coesione. Ma su questi fondi parte un “lento iter” che arriva fino alla determinazione del 20 agosto 2025 per affidare la progettazione, seguita tre mesi dopo dall’incarico per nuove indagini strutturali e geognostiche, “a distanza di oltre cinque anni dallo studio già compiuto. Tempi biblici”.

Nel 2026 arrivano le prove di carico, due notti di chiusura totale del ponte. Ma il progetto definitivo non compare. E qui Colantonio punta il dito sul quadro economico: 450mila euro destinati alle prestazioni professionali, “sempre incidenti sul famoso finanziamento di 1,2 milioni”.

«La prima considerazione che salta agli occhi – afferma l’ex candidato sindaco – è che per i lavori di messa in sicurezza rimangono solo 750mila euro». Una cifra che definisce “insufficiente”, citando la Determinazione n.595 del 15 giugno 2026, “dove è riportata la dilapidazione di finanziamenti pubblici mediante una successione infinita di incarichi esterni”.

La “ciliegina sulla torta”, aggiunge, è un nuovo incarico di monitoraggio costante del ponte per altri 11.181 euro, “anziché pretendere il progetto e l’avvio dell’opera”.

«Cinque anni e otto mesi del nulla», sintetizza Colantonio, che annuncia verifiche anche sulla situazione del quartiere Santa Maria e dei residenti delocalizzati di via Arenazze e zone limitrofe.

«I tempi biblici si allungheranno? O i cittadini potranno vedere una luce nel lungo e buio tunnel dove sono incappati? Intanto vigileremo ancora», conclude.

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