I pentastellati contro la proposta della maggioranza per la gestione dell’area protetta. Il capogruppo Sola: “Resta tutto in mano alla politica. Trascurati biodiversità, recupero, monitoraggio e coinvolgimento delle associazioni”
PESCARA – “Una proposta vaga, contraddittoria e priva degli elementi essenziali che dovrebbero accompagnare una riforma di questa portata”: così Paolo Sola, capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale, definisce proposta di revisione della governance della Pineta dannunziana, che lunedì viene portata dalla maggioranza in consiglio comunale.
“È un annuncio costruito più sulla propaganda che sui contenuti”, lamenta Sola, che elenca le carenze della proposta: “Non sappiamo chi gestirà concretamente la riserva, non sappiamo come verrà individuato il direttore, non sappiamo quali requisiti dovranno avere gli esperti chiamati a supportare la gestione e non sappiamo nemmeno quali criteri verranno utilizzati per le future nomine”.
“La proposta”, insiste il capogruppo, “prevede che molte delle scelte fondamentali vengano rinviate a successivi provvedimenti della giunta, senza che il consiglio possa conoscere oggi l’assetto definitivo della nuova organizzazione. Da una parte la maggioranza sostiene di voler separare la politica dalla gestione tecnica, ma dall’altra si riserva il potere di decidere successivamente ogni aspetto della nuova governance: dagli uffici competenti alla composizione dell’organismo consultivo, fino ai criteri con cui saranno individuate le figure chiamate a svolgere un ruolo fondamentale per il futuro della Pineta”.
“Ci saremmo aspettati di discutere di biodiversità, recupero ambientale, monitoraggio scientifico e coinvolgimento delle associazioni che da anni si occupano concretamente della tutela della Pineta. Invece”, conclude Sola, “ci viene presentato un contenitore vuoto, nonostante la Pineta non sia un ufficio comunale qualsiasi, bensì un bene identitario della città, una riserva naturale che merita una gestione all’altezza della sua importanza, per la quale servono regole definite, responsabilità chiare e massima trasparenza”.