Centro diurno Sant’Egidio, la Cgil chiede alla Asl verifiche sulla cooperativa di gestione

19 Giugno 2026
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Il sindacato interviene dopo il sopralluogo del consigliere regionale Dino Pepe, che aveva evidenziato alcune criticità nella struttura, e richiama la Asl di Teramo a verificare il rispetto del capitolato d’appalto e le condizioni del personale impiegato dalla cooperativa affidataria del servizio

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – Il Centro diurno di Sant’Egidio alla Vibrata finisce sotto osservazione del sindacato. La Fp Cgil Teramo chiede alla Asl di avviare una verifica sulla gestione del servizio affidato alla cooperativa Filadelfia, alla luce delle criticità emerse anche dopo il sopralluogo del consigliere regionale del Pd Dino Pepe.

Il sindacato, guidato da Marco Di Marco, richiama l’attenzione dell’azienda sanitaria sia sul rispetto degli impegni previsti dall’appalto sia sulle condizioni di lavoro del personale impiegato nella struttura.
La sigla interviene sulla gestione del Centro di salute mentale e del Centro diurno, rilanciando una serie di segnalazioni già trasmesse alla direzione strategica della Asl di Teramo.

Il segretario provinciale sottolinea come «una nota dettagliata sulle problematiche fosse stata inviata già lo scorso 3 febbraio, senza che, ad oggi, sia arrivato alcun riscontro ufficiale». Alla base della richiesta di Di Marco, c’è l’esigenza di verificare il rispetto del capitolato d’appalto da parte della cooperativa affidataria e di accertare le reali condizioni operative del servizio. Un’attenzione ritenuta necessaria anche «per garantire adeguati standard assistenziali a un’utenza particolarmente fragile».

Per la Cgil, un controllo puntuale da parte della Asl in qualità di stazione appaltante rappresenta uno «strumento essenziale non solo per la tutela dei lavoratori, ma anche per la qualità complessiva dell’assistenza erogata».
Di Marco evidenzia infine anche un possibile risvolto territoriale: la posizione strategica del Centro diurno, in un’area di confine con le Marche, potrebbe rafforzarne il ruolo come punto di riferimento per il territorio, contribuendo a ridurre la mobilità passiva verso la regione limitrofa.


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