Si cercano nel Basso Lazio le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse da Civitella Alfedena. Non ha trovato alcun riscontro il presunto avvistamento di ieri
CIVITELLA ALFEDENA – Non si fermano le ricerche di Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni svanite nel nulla da una casa-famiglia di Civitella Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo. Con lo scattare del quinto giorno dal loro allontanamento, le forze dell’ordine hanno messo in campo anche i cani da mantrailing. Si tratta di unità cinofile altamente specializzate, capaci di seguire le tracce ematiche e molecolari di una persona a partire da un singolo frammento d’odore, questo nella speranza di individuare la direzione presa dalle due minorenni.
Nelle ultime ore gli inquirenti hanno battuto diverse piste ma finora i risultati sono stati negativi. Un potenziale avvistamento segnalato nella giornata di ieri non ha trovato alcun riscontro.
L’attenzione degli investigatori si sta concentrando anche fuori dalla regione Abruzzo, in particolare nel Basso Lazio. Le ricerche si stanno estendendo nelle zone di Minturno, Scauri e Fondi. La scelta non è casuale, è infatti proprio da questa fetta di territorio laziale che provengono le due sorelle e l’ipotesi è che possano aver tentato di fare ritorno verso luoghi a loro familiari.
La dinamica della scomparsa, avvenuta nella notte tra sabato e domenica 7 giugno, in un perimetro temporale compreso tra le 2 e le 5 del mattino, lascia supporre una lucida premeditazione. Le due ragazzine sarebbero uscite dalla struttura passando attraverso una finestra rotta e priva di inferriate.
A rafforzare la tesi di una fuga orchestrata nei minimi dettagli è Alessia Natali, presidente dell’associazione “Penelope“, che si occupa del sostegno ai familiari delle persone scomparse: “Si presume che la scelta sia stata pianificata. Non sappiamo ovviamente chi possa averle aiutate ad allontanarsi, ma sono certa che ci sia stato il supporto di terzi“.
Ad aggravare e rendere ancora più complesse le operazioni di ricerca c’è un dato cruciale: le due sorelle hanno lasciato la struttura senza i telefoni cellulari e senza indumenti o segni particolari che possano facilitare un’identificazione immediata da parte dei passanti.
Nel frattempo, il padre e la madre delle ragazze, separati da tempo, continuano a vivere ore di straziante attesa. Entrambi hanno lanciato accorati appelli pubblici e pubblicato lettere aperte, sperando che le figlie leggano i loro messaggi e decidano di mettersi in contatto con loro, o che chiunque sappia qualcosa trovi il coraggio di parlare.
Sul fronte giudiziario, le indagini proseguono senza sosta sotto il coordinamento della Procura di Sulmona. Il sostituto procuratore Stefano Iafolla ha ufficialmente aperto un fascicolo d’inchiesta con l’ipotesi di reato di sottrazione di minori, un passo formale necessario per compiere tutti gli accertamenti tecnici e telefonici volti a individuare i complici che potrebbero aver favorito la fuga di Sarah e Alisya.