Confindustria, De Paulis: «Se le piccole imprese non crescono, l’Abruzzo rischia il declino»

27 Maggio 2026
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Gianmaria De Paulis, Confindustria Abruzzo

Dall’Assemblea nazionale di Confindustria arriva un messaggio che per l’Abruzzo diventa un imperativo: senza crescita dimensionale delle imprese, il sistema produttivo regionale non reggerà le sfide globali. Il presidente della Piccola Industria, Giammaria De Paulis, rilancia l’allarme: «È una necessità vitale, non una teoria economica»

PESCARA – «Il Paese cresce se le piccole aziende diventano medie e quelle medie diventano grandi». La linea tracciata dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, all’Assemblea nazionale, per l’Abruzzo non è uno slogan ma una diagnosi severa. A ribadirlo è Giammaria De Paulis, presidente della Piccola Industria regionale, che parla di una «necessità vitale di sopravvivenza e sviluppo industriale» per un territorio che oggi si trova «a un bivio storico».

«Il nostro tessuto produttivo regionale, pur ricco di eccellenze e di uno straordinario spirito resiliente, si trova oggi a un bivio storico», afferma De Paulis. «Siamo investiti da quattro tempeste simultanee: la crisi geopolitica che ridisegna i mercati, la transizione tecnologica accelerata, l’urgenza climatica e un inverno demografico che rischia di svuotare le nostre fabbriche e privarci delle forze migliori. Di fronte a questo scenario, la frammentazione dimensionale rischia di diventare una debolezza fatale. Dobbiamo spingere le nostre PMI a strutturarsi, a fare rete e a crescere, e in questo processo le grandi aziende del territorio dovranno fare da traino e da scudo per le filiere minori».

Dal confronto romano emerge un messaggio netto: la crescita dimensionale delle imprese abruzzesi è ormai imprescindibile. E le priorità indicate da Confindustria toccano i nodi più sensibili del sistema produttivo.

Sul fronte energia, De Paulis parla di «minaccia esistenziale»: «Non si può pensare di competere sui mercati pagando l’elettricità ai prezzi più alti d’Europa. Servono scelte rapide e pragmatiche per sbloccare gli impianti rinnovabili e garantire l’autonomia energetica nazionale, oltre a un mercato europeo unico dell’energia».

Capitolo intelligenza artificiale: «L’IA non è un software da comprare, ma un ecosistema sovrano da costruire. Bisogna accompagnare ed estendere la sua rapida applicazione in tutte le filiere della manifattura, supportando le PMI nell’addestramento dei sistemi intelligenti sui propri dati».

Tema decisivo anche quello delle competenze: «Le nuove tecnologie non camminano senza le persone. Serve un imponente piano di formazione per i lavoratori già attivi e un nuovo percorso didattico sull’IA da introdurre fin dalle scuole superiori, per preparare le giovani generazioni».

Infine, la sburocratizzazione, definita «non più rinviabile»: «Non è possibile attendere processi lunghi e farraginosi. Occorrono regole snelle e adatte al tempo storico in cui ci troviamo».

Per De Paulis, la svolta richiede un cambio di metodo: «La fiducia è il collante che tiene unite comunità e imprese, ma da sola non basta: serve il coraggio di fare scelte strategiche e bipartisan di lungo periodo. Tutto questo si traduce in una responsabilità comune condivisa tra istituzioni, imprese e sindacati».

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