Grasciano, l’Osservatorio Val Tordino rilancia il no alla nuova discarica: “Sito contaminato e progetto illegittimo”

9 Maggio 2026
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Osservatorio Val Tordino contro discarica Notaresco

Oltre 200 persone all’incontro di Mosciano. “Area da bonificare, la Regione fermi l’iter”, dice l’Osservatorio. Annunciate azioni legali e nuovi studi sanitari.

MOSCIANO SANT’ANGELO – Oltre duecento persone, tra cittadini, amministratori, imprenditori e associazioni ambientaliste, hanno partecipato all’incontro organizzato dall’Osservatorio Val Tordino al Blu Palace di Mosciano Stazione, dove l’associazione guidata dalla presidente Lidia Bocci ha ribadito il proprio no alla nuova discarica prevista a Grasciano, frazione di Notaresco, definita «un’aggressione forzata e inutile» capace di trasformare un’area agricola di pregio in una «bara geologica» di rifiuti industriali.

Durante la serata sono intervenuti i consulenti dell’Associazione: l’ambientalista Augusto De Sanctis, gli avvocati Francesco Febbo e Alba Brighella e l’ingegnere Tommaso Giambuzzi, che hanno illustrato le criticità tecniche, ambientali e legali del progetto presentato dalla ditta Green Management, che prevede lo sversamento di oltre un milione di metri cubi di rifiuti speciali provenienti da Italia ed Europa.

De Sanctis ha definito l’impianto «fuori dal tempo», sottolineando la scelta di sacrificare quattordici ettari di terreni agricoli e il rischio di un impatto paesaggistico e sanitario rilevante per l’intera valle. Il punto più delicato riguarda però lo stato dell’area: le analisi mostrano acque sotterranee contaminate da nichel, manganese, boro e solfati oltre i limiti di legge.

Per i legali, ciò comporta l’obbligo di avviare la bonifica e rende l’area vincolata, con la conseguente necessità di sospendere l’iter autorizzativo. «È paradossale valutare un nuovo impianto su un sito che prima di tutto va risanato», ha affermato Brighella. Giambuzzi ha evidenziato la mancanza di una reale necessità strategica e la mancata valutazione dell’opzione zero, mentre De Sanctis ha richiamato il “cumulo ambientale” già presente a Grasciano – discariche, industrie, biodigestori, superstrada – evocando la metafora della “mentina” dei Monty Python: l’ultimo elemento che fa esplodere un sistema già saturo.

Sul fronte sanitario, la Asl di Teramo ha ritirato il precedente parere favorevole dopo le segnalazioni dell’Osservatorio e del Forum Ambientalista, chiedendo nuovi studi alla luce dei limiti aggiornati di Oms e Ue sulle polveri sottili. L’avvocato Febbo ha annunciato una strategia legale «da cagnacci», che prevede accesso agli atti per verificare eventuali omissioni degli enti, esposti alle autorità competenti e un ricorso al Tar qualora la Regione decidesse di proseguire l’iter.

«Non è una battaglia ideologica, ma di legalità e amore per la nostra terra», ha concluso la presidente Bocci. «Questa discarica svaluterà case, aziende agricole e attività turistiche. Le istituzioni devono scegliere se stare con chi specula o con chi difende il futuro dei nostri figli».

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