Biondi al Comitato europeo delle Regioni: “La cultura è un motore di rinascita, l’Aquila lo dimostra all’Europa”

7 Maggio 2026
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Biondi al Comitato delle Regioni a Bruxelles

Alla plenaria del Comitato delle Regioni a Bruxelles il sindaco illustra il modello aquilano e richiama il ruolo dei territori nelle politiche culturali europee

BRUXELLES – Nel cuore dell’emiciclo del Parlamento europeo, a Bruxelles, l’Aquila porta la sua esperienza di città che ha trasformato la cultura in un fattore di rinascita. Il sindaco Pierluigi Biondi è intervenuto alla 171ª Sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni, durante lo scambio di vedute con il Commissario europeo per l’Equità intergenerazionale, i giovani, la cultura e lo sport, Glenn Micallef. Con lui, nella capitale belga, anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, in qualità di presidente del gruppo ECR – Conservatori e Riformisti europei, insieme ai rappresentanti Heike Raab (PSE) e Csaba Borboly (PPE).

Il riconoscimento dell’Aquila a Capitale italiana della Cultura 2026 è una responsabilità e un messaggio all’Europa. Vuol dire che la cultura può rigenerare i centri storici, creare lavoro, offrire le condizioni affinché i giovani possano scegliere di restare nei propri territori e rafforzare la coesione sociale delle aree interne”, ha affermato Biondi aprendo il suo intervento.

Il sindaco ha richiamato il valore strategico delle politiche culturali come strumento di sviluppo e di identità, sottolineando come l’esperienza aquilana rappresenti un modello concreto di rigenerazione urbana e sociale dopo il sisma del 2009: “Se c’è un terreno su cui l’Europa deve dimostrare di essere davvero più della somma dei propri Stati, quel terreno è la cultura: perché la cultura non nasce nei palazzi, ma nei territori, nelle città, nelle comunità. Ed è proprio lì che va difesa e sostenuta ogni giorno”, ha ricordato Biondi, rimarcando il ruolo delle comunità locali nella costruzione delle politiche europee.

Il primo cittadino ha poi evidenziato come la ricostruzione dell’Aquila non sia stata solo materiale, ma anche identitaria: “Da sindaco dell’Aquila porto l’esperienza di una città che ha fatto della cultura uno strumento di rinascita, trasformando la ferita del sisma del 2009 in un impegno collettivo per ricostruire non solo gli spazi, ma anche l’identità e il senso di appartenenza”.

Da qui l’appello a un’Europa più vicina ai territori, capace di riconoscere città e regioni come protagonisti delle politiche culturali.

Il messaggio finale è un invito a considerare la cultura come infrastruttura sociale e leva di coesione: “L’Aquila, nel 2026, porta sul palcoscenico europeo un messaggio chiaro: la cultura è un bene comune, un motore di rinascita e uno dei pilastri su cui costruire un’Europa più coesa, consapevole e vicina ai cittadini”.

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