Il fronte del “No” boccia la proposta di legge di Azione: «Inattuabile e rischioso. È un tentativo di mettere in discussione persino il ruolo de L’Aquila»
PESCARA – Il riassetto istituzionale del territorio come terreno di scontro elettorale, più che come reale progetto di riforma. La proposta di legge depositata alla Camera dall’onorevole Giulio Sottanelli (Azione) per trasformare l’area urbana pescarese in Città Metropolitana finisce sotto il fuoco incrociato dei sostenitori della fusione, che liquidano l’iniziativa come un’operazione velleitaria e priva di futuro parlamentare. «Fumo negli occhi per chi spera in questa presunta ma irreale alternativa alla Nuova Pescara», attacca senza giri di parole l’avvocato Luigi Spina, vicepresidente del Comitato Spoltore per la Nuova Pescara, denunciando quello che ritiene essere un diversivo politico a pochi mesi dalla fine della legislatura.
La critica sollevata dal Comitato non è solo di metodo, ma entra nel merito dei requisiti richiesti dalla Legge Delrio. Il timore è che si stia vendendo un’illusione giuridica:
“Ad un anno dalla fine della legislatura (forse anche meno), il disegno non riuscirà neppure ad essere calendarizzato. Per quanto riguarda le città metropolitane, esse sono enti territoriali di area vasta che sostituiscono le omonime province, e finora hanno riguardato esclusivamente i capoluoghi di regione”.
Il nodo, dunque, è il rischio di un pericoloso “declassamento” o, al contrario, di un conflitto istituzionale con il capoluogo regionale. Spina elenca i precedenti — da Torino a Reggio Calabria — per dimostrare che lo status di Città Metropolitana è una prerogativa legata a centri di potere regionale già consolidati. In questo senso, la mossa di Azione viene letta come una minaccia alla stabilità politica dell’Abruzzo interno.
“A questo punto — incalza Spina — ci chiediamo anche se l’Onorevole presentatore voglia mettere in discussione il capoluogo di regione L’Aquila, che non sarebbe affatto toccato dalla fusione dei tre comuni di Spoltore, Montesilvano e Pescara nella Nuova Pescara. Ai posteri l’ardua sentenza ed amici aquilani fate attenzione”.
Mentre Sottanelli punta a “alzare l’asticella” per aumentare la competitività della costa, il Comitato per la Nuova Pescara richiama alla concretezza della fusione già avviata, vedendo nella proposta metropolitana un ostacolo burocratico che rischia di arenarsi nei cassetti di Montecitorio, lasciando il territorio in un limbo amministrativo.