Nella notte tra il 25 e il 26 aprile 2026, la sede di Fratelli d’Italia in via Forca d’Acero a Pescara è stata vandalizzata. Ignoti hanno imbrattato le serrande e le targhe della sezione (incluse quelle di Gioventù Nazionale e dell’associazione “Il Vate”) con vernice rossa, simboli della falce e martello, la sigla ACAB e insulti a sfondo antisemita
PESCARA – Si è svegliato così, il giorno dopo il 25 aprile, il quartier generale pescarese di Fratelli d’Italia in via Forca d’Acero 8. Serrande imbrattate con il simbolo della falce e martello, con la sigla ACAB tipica degli ambienti antagonisti contro le forze dell’ordine, e con una storpiatura del nome del partito trasformata in insulto a sfondo antisemita: “Fratelli d’Israele infami”. Coperte di vernice rossa anche le targhe della Gioventù Nazionale e dell’Associazione culturale “Il Vate”, che condividono gli spazi con il partito.
A scoprire l’atto vandalico sono stati i militanti della sede nelle prime ore del mattino. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine per i rilievi del caso, mentre il coordinatore cittadino Andrea Cocchini, avvocato del foro di Pescara, ha contestualmente formalizzato denuncia alle autorità competenti. Cocchini ha anche documentato l’accaduto con un video pubblicato sui propri canali, in cui ha chiamato a raccolta militanti e simpatizzanti per un’iniziativa di pulizia della sede prevista nei prossimi giorni.
A denunciare per primo il fatto era stato nelle ore precedenti l’onorevole Guerino Testa, deputato pescarese di FdI, che ha parlato di gesto vergognoso e ignobile riconducibile alla solita matrice estremista, sottolineando come quegli stessi ambienti che a parole predicano democrazia e tolleranza riescano poi, nei fatti, a essere autoritari anche in democrazia.
L’episodio pescarese si inserisce in una sequenza ormai lunga che da mesi colpisce i circoli di FdI in tutta Italia. Solo negli ultimi quattro mesi sono stati vandalizzati Cascina (Pisa) tra il 7 e l’8 gennaio, la storica sede della Garbatella a Roma il 5 febbraio, la sede di Macerata in corso Cairoli a fine marzo, la nuova sede provinciale di Bologna in via Stalingrado il 31 marzo, e pochi giorni fa il circolo di Argenta nel ferrarese.
«La data scelta non è un dettaglio», ha dichiarato Cocchini, che oltre a guidare il coordinamento cittadino esercita la professione di avvocato in città. «Chi ha agito ha pensato di farlo proprio nella notte del 25 aprile, la ricorrenza che ricorda la libertà conquistata dall’Italia. Un cortocircuito che si commenta da sé: si dice di celebrare la libertà e nel frattempo si attacca la libertà di un’altra comunità politica, quella che milioni di italiani hanno scelto liberamente alle urne.»
Sulla stessa linea il coordinatore provinciale Stefano Cardelli, che ha scelto un registro più diretto. «Ecco di cosa sono capaci, agendo nell’ombra come fanno sempre, col volto coperto e nel cuore della notte. Nessuna paura, nessun arretramento. Anzi, gesti come questo diventano per noi uno stimolo a lavorare ancora meglio per il bene della nostra città e del nostro Abruzzo. Dietro la sede di Pescara non c’è un gruppo isolato: c’è una rete capillare di circoli che copre l’intera provincia. Sono ridicoli, e sono piccoli.»
Solidarietà piena è arrivata anche dal direttivo cittadino, che in una nota ha letto le scritte come una mescolanza ideologica significativa: «Falce e martello, insulti alle forze dell’ordine, accostamenti d’odio sulla politica internazionale. Una combinazione che racconta molto di chi ha agito e nulla di chi è stato colpito.» Il direttivo ha poi chiesto a tutte le forze politiche cittadine, senza distinzione, una condanna chiara e inequivocabile dell’accaduto, sottolineando come il silenzio in queste ore non potrebbe rappresentare neutralità ma complicità.
Il coordinamento ha infine espresso vicinanza alle forze dell’ordine, ringraziandole per il tempestivo intervento, e ha annunciato che le attività della sede non subiranno alcun arretramento. «Imbrattarla con scritte di odio non ci ferma e non ci fermerà», ha chiuso Cocchini. «È il nostro modo di rispondere a chi pensa ancora di fare politica con la vernice spray nel cuore della notte: con le mani, con il lavoro, con la presenza.»