Gissi, confermata in appello la condanna a 22 anni per l’omicidio di Carolina D’Addario

25 Aprile 2026
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Carolina D'Addario e il Ris di Roma

La Corte d’Appello dell’Aquila respinge la richiesta di riduzione della pena. La difesa annuncia ricorso in Cassazione

GISSI – La Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato la condanna a 22 anni di reclusione per Flavio Meo, il disoccupato di Palmoli accusato dell’omicidio aggravato e della rapina ai danni di Carolina D’Addario, la sarta di 84 anni uccisa a Gissi il 23 dicembre 2023 con una coltellata.


La decisione è arrivata ieri davanti al collegio presieduto da Alfonso Grimaldi, con a latere Laura D’Arcangelo e la giuria popolare, che ha rigettato la richiesta del difensore Luigi Masciulli di ridurre la pena. L’avvocato aveva sostenuto che Meo non avesse l’intenzione di uccidere l’anziana, ma che la morte fosse avvenuta come conseguenza della rapina.


Di diverso avviso i legali della famiglia della vittima, Agostino Chieffo e Alessandro Orlando, che hanno accolto con soddisfazione la sentenza. “Carolina D’Addario è stata uccisa da una persona che aveva accolto a casa e aiutato. Una riduzione della pena sarebbe stata una beffa”, ha dichiarato Chieffo.
Alla lettura della decisione erano presenti il figlio dell’anziana e una nipote, ancora segnati da una vicenda che ha profondamente colpito la comunità di Gissi. La difesa, però, non intende fermarsi: l’avvocato Masciulli ha annunciato il ricorso in Cassazione.


Secondo la ricostruzione degli investigatori, Meo sarebbe entrato nell’abitazione dell’anziana in cerca di denaro, armato di un coltello lungo 22 centimetri. Davanti alla richiesta di soldi, la donna avrebbe reagito, venendo colpita al polmone sinistro da un fendente rivelatosi fatale. Dopo l’omicidio, l’uomo avrebbe portato via oltre 20 mila euro e alcuni oggetti preziosi, poi recuperati dai carabinieri all’interno di un’intercapedine della sua abitazione insieme all’arma del delitto.


In un primo momento si era pensato a una morte naturale, ma i familiari si erano insospettiti per una ferita e per la scomparsa di alcuni gioielli abitualmente indossati dall’anziana. Da lì è partita la denuncia che ha portato all’individuazione e all’arresto dell’imputato, grazie anche alle immagini di una telecamera di sorveglianza.

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