Il Patto per l’Abruzzo presenta la legge sui “Parchi della Memoria”: un progetto per riaffermare i valori della Costituzione e dell’antifascismo

23 Aprile 2026
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Il Patto per l’Abruzzo ha presentato una proposta di legge per l’istituzione dei “Parchi della Memoria"

In occasione della ricorrenza del 25 aprile, il Patto per l’Abruzzo illustra una proposta di legge che istituisce i Parchi della Memoria storica della Resistenza. Luoghi diffusi, educativi e partecipati per valorizzare la storia antifascista del territorio. I Consiglieri: «La memoria non è un rito, ma una responsabilità istituzionale»

L’AQUILA – In occasione della ricorrenza del 25 aprile, il Patto per l’Abruzzo presenta una proposta di legge che istituisce i Parchi della Memoria storica della Resistenza, con l’obiettivo di riaffermare i valori fondativi della Repubblica, nati dalla lotta antifascista e scolpiti nella Costituzione.

«Attraversiamo una fase storica molto delicata, segnata da conflitti, crisi e profonde tensioni globali. In questo contesto le istituzioni hanno il dovere di rafforzare la conoscenza storica, la responsabilità civile e l’impegno democratico», hanno spiegato i Consiglieri regionali nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina nel palazzo del Consiglio regionale. La proposta porta la prima firma del Consigliere Pierpaolo Pietrucci ed è stata sottoscritta da tutta l’opposizione.

Secondo i promotori, la Regione Abruzzo deve «riaffermare il valore fondante dell’antifascismo, della Resistenza e della Costituzione repubblicana», richiamando una storia che attraversa montagne e città del territorio. «Tra l’8 settembre 1943 e la Liberazione del giugno 1944 l’Abruzzo fu attraversato dagli eventi decisivi della guerra e della Resistenza», ricordano: dalla Linea Gustav alle stragi di civili, dalla nascita delle prime formazioni partigiane all’epopea della Brigata Maiella, unica formazione partigiana a ricevere la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera.

«Una storia spesso sottovalutata, soprattutto quando si parla del contributo del Mezzogiorno alla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo», sottolineano i Consiglieri. Da qui l’esigenza di una legge che promuova e trasmetta alle nuove generazioni «il patrimonio storico, culturale e civile della Resistenza antifascista e della guerra di Liberazione».

Il cuore della proposta è l’istituzione dei Parchi della Memoria, concepiti come spazi dinamici e diffusi: non semplici luoghi commemorativi, ma presìdi vivi di democrazia, capaci di integrare memoria storica, tutela ambientale, attività educative, ricerca culturale e valorizzazione turistica. Il modello prevede il coinvolgimento diretto di enti locali, scuole, università e associazioni come ANPI e Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza.

In fase di prima applicazione, la legge individua alcuni luoghi simbolo: Ortona, Lanciano, il Sentiero della Libertà nella Maiella, il territorio aquilano, Pietransieri a Roccaraso, l’area marsicana e Bosco Martese. Accanto a questi, la valorizzazione dei cammini della memoria, come il Sentiero della Libertà e il Cammino dell’Accoglienza.

Il riferimento al dibattito nazionale degli ultimi giorni è diretto: «Quando le alte cariche dello Stato arrivano a equiparare chi ha liberato l’Italia con chi ha sostenuto il regime nazifascista, il problema non è il passato, ma il presente. E riguarda la qualità della nostra democrazia», affermano i Consiglieri.

E aggiungono: «Non esiste alcuna equivalenza possibile tra partigiani e repubblichini di Salò, tra chi ha lottato per la libertà di tutti e chi è stato parte di un sistema di oppressione, violenza e crudeltà inflitta ai più deboli. Ribadirlo non è ideologia, ma fedeltà alla storia e rispetto per la Costituzione italiana».

La conclusione è un manifesto civile: «La memoria non è un rito, ma una responsabilità istituzionale. Perché senza antifascismo non c’è Costituzione. E senza Costituzione non c’è democrazia».

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