Comunicazione politica e strategie di marketing a confronto: il dietro le quinte della corsa a Palazzo d’Achille dei sei candidati sindaci
CHIETI – Non solo candidati, ma anche filosofie di marketing a confronto nella corsa a Palazzo d’Achille. Nella campagna elettorale per le comunali teatine scendono in campo le grandi aziende che si occupano di comunicazione. Da una parte all’altra della barricata elettorale troviamo Comin & Partners, una delle principali società italiane di consulenza strategica, specializzata in comunicazione, relazioni istituzionali e gestione della reputazione – che insieme a professionisti locali cura la campagna elettorale del candidato sindaco del centrosinistra Giovanni Legnini – e Mirus, 30 anni di esperienza Made in Abruzzo con clienti in tutta Italia – a sostegno del candidato di centrodestra Cristiano Sicari, sempre insieme a professionisti locali – .
E così, a poche settimane dalle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, le strade di Chieti si trasformano in un laboratorio di semiotica politica a cielo aperto. La partita per la poltrona di sindaco non si gioca più solo su liste e programmi, ma anche sulla capacità dei grandi apparati di comunicazione di plasmare la percezione degli elettori attraverso linguaggi diametralmente opposti. Da una parte l’approccio empatico scelto per Legnini dai giganti romani di Comin & Partners; dall’altra l’estetica “high-end”, alta gamma, dell’avvocato Cristiano Sicari, firmata dalla pescarese Mirus di Michele Russo.
La strategia che accompagna la campagna elettorale di Legnini è una lezione di umanizzazione del leader. Comin & Partners ha scelto di spogliare l’ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura della sua corazza istituzionale per restituirlo alla dimensione cittadina attraverso l’immagine dell’abbraccio. È una scelta comunicativa calda, dove il candidato non guarda l’obiettivo ma si perde nel contatto con l’altro. Il claim “Chieti può, con Giovanni” utilizza il nome proprio come un ponte emotivo, cercando di trasformare la sua lunga esperienza politica e istituzionale in una forma di protezione rassicurante.
Sul fronte opposto, la strategia di Mirus per Sicari punta sul cambiamento dello status quo e sulla “Voglia di Futuro”. Il noto avvocato teatino viene presentato con un’estetica impeccabile e solare che sembra rompere con la politica d’altri tempi. Il blu profondo e le linee grafiche pulite proiettano l’immagine di un professionista che presta la sua competenza alla gestione della cosa pubblica con la precisione di uno studio legale di successo. Una promessa di efficienza che parla a chi chiede un cambio di passo netto.
Due visioni che devono però fare i conti con la rottura degli schemi operata dall’estro creativo degli altri candidati sindaci. A cominciare da Mario Colantonio (Lega, Azione politica e Udc), che si presenta come il “sindaco del fare”. La sua comunicazione, forse meno curata nel design, risulta molto incisiva nel contenuto immediato: la foto con la mano sul cuore consegna un messaggio di amore per la città che arriva dritto “al cuore” dell’elettore.
In questo scenario già complesso si inserisce il vero elemento di rottura artistica: la campagna di Olinto Amoroso, candidato sindaco della civica Rinascita per Chieti. Affidando la sua narrazione al celebre vignettista Passepartout (Gianfranco Tartaglia), Amoroso ha trasformato la sua proposta in un caso editoriale. La comunicazione abbandona i toni solenni per abbracciare l’ironia e l’illustrazione d’autore, usando il tratto graffiante della matita di Passepartout per evidenziare i paradossi cittadini e disegnare la città del futuro.
È una sfida intellettuale che si affianca a quella di Alessandro Carbone, il primo a scendere in campo con un polo civico e liberale (Chieti sceglie, Liberali per Chieti, ChietiScaloNoi e Chieti al centro), che punta su una netta discontinuità con il passato e su temi che spaziano dal globale al localissimo, come aerospazio e decoro urbano. Sulla comunicazione Carbone si avvale di volontari che si sono messi a disposizione gratuitamente. I suoi manifesti hanno un tono istituzionale, sfondo blu, striscia tricolore e loghi delle liste: “Rimettiamo Chieti al centro”, il suo slogan.
A chiudere il cerchio è la proposta di Giancarlo Cascini, che al momento sembra preferire la presenza tra la gente a una comunicazione fatta di slogan e manifesti elettorali e che si impone con un profilo marcatamente professionale e indipendente, cercando di intercettare il voto d’opinione più critico.
Il confronto tra la scuola di Comin e quella di Mirus si arricchisce così di sfumature satiriche e civiche, mettendo l’elettore davanti a un bivio senza precedenti. A Chieti si dovrà scegliere tra la forza rassicurante di un abbraccio, la seduzione di una visione quasi manageriale, la solidità di chi propone esperienza e praticità, l’intelligenza graffiante di una vignetta d’autore e ancora altre proposte. La risposta arriverà dalle urne.