Oltre al presidente e sindaco di Valle Castellana, coinvolto anche il consigliere comunale Angelini: i fatti risalgono al 2022, nell’incidente perse la vita Carlo Angelini
ASCOLI PICENO – Entra nel vivo il processo per omicidio stradale a carico del presidente della Provincia di Teramo e sindaco di Valle Castellana Camillo D’Angelo e del consigliere comunale Simone Angelini. Nella nuova udienza che si è tenuta oggi al tribunale di Ascoli sono stati ascoltati alcuni testi dell’accusa, in particolare i carabinieri intervenuti sul luogo dell’incidente.
Il riferimento è allo schianto del 2 agosto 2022 lungo la strada provinciale 49, nel tratto che collega Valle Castellana al capoluogo marchigiano, dove un violento impatto tra quattro veicoli causò la morte di Carlo Angelini, 70 anni. Gli altri occupanti riportarono ferite lievi.
Nel corso dell’udienza odierna, l’attenzione si è concentrata in particolare sui dati della scatola nera di uno dei veicoli, che avrebbe rilevato una velocità superiore ai 90 chilometri orari, in un tratto dove il limite è fissato a 30. Un elemento centrale, ma contestato dalle difese, che mettono in dubbio l’affidabilità del dispositivo, anche in relazione alla copertura della rete in un’area montana.
Nella richiesta di rinvio a giudizio, la Procura ha infatti contestato ai due imputati l’aggravante della velocità. Dalle indagini e dalle perizie tecniche svolte in fase istruttoria – e ora oggetto di verifica nel dibattimento – emergerebbe che le vetture procedevano rispettivamente a 92 e 95 chilometri orari, ben oltre il limite consentito.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la vittima, alla guida di una Citroen Saxo, avrebbe tentato il sorpasso di una Fiat Panda che lo precedeva, senza riuscire a completare la manovra proprio a causa dell’elevata velocità delle auto sopraggiungenti. Una dinamica ritenuta particolarmente rischiosa in quel tratto di strada, con un impatto definito “di estrema violenza” con i due veicoli provenienti dal senso opposto.
Il primo urto sarebbe avvenuto con la BMW guidata da Simone Angelini, seguito immediatamente dallo scontro con la Hyundai Kona condotta da D’Angelo. Nonostante l’intervento dei sanitari del 118, dei vigili del fuoco e dei carabinieri, per il 70enne non ci fu nulla da fare. Il processo tornerà in aula a settembre, quando proseguirà l’istruttoria con l’ascolto di altri testi dell’accusa.