Bicchielli, D’Alfonso e Testa sul posto. Apprezzamento per il lavoro dei soccorsi e confronto con il Comune sulla gestione dell’emergenza e sui limiti di bilancio
SILVI – Non solo un sopralluogo tecnico, ma un impegno politico preso. La Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico è scesa oggi in via d’urgenza a Silvi, nella zona colpita dal fronte franoso che ha travolto strade e infrastrutture pubbliche, in via Santa Lucia, costringendo le famiglie a evacuare le proprie abitazioni. Il presidente della Commissione Piero Bicchielli, accompagnato dal vice presidente Luciano D’Alfonso e dal componente Guerino Testa, ha voluto verificare di persona l’entità dei danni, complimentandosi per il lavoro sinergico tra la Protezione civile nazionale e regionale, la Regione Abruzzo e il Comune di Silvi in questa delicata fase di prima messa in sicurezza dei cittadini colpiti.
Nel corso della visita, il presidente Bicchielli ha sottolineato come sia ormai improcrastinabile superare il deficit culturale dell’Italia in materia di prevenzione. In tal senso, la Commissione sta lavorando a una legge quadro che, partendo dalle criticità emerse negli ultimi anni, metta in moto iniziative efficaci per prevenire eventi calamitosi che oggi richiedono interventi d’emergenza e risorse economiche sempre più ingenti. Ma la sfida non è solo strutturale, è anche di natura burocratica. Il sindaco Andrea Scordella ha infatti messo in risalto l’urgenza che la Corte dei Conti, in casi eccezionali come questo, preveda una modifica della gestione finanziaria che assicuri ai Comuni maggiore liquidità di cassa e non solo di competenza.
Secondo il primo cittadino, se l’amministrazione comunale deve farsi carico di anticipare le risorse per l’emergenza «deve poter disporre di liquidità immediata: senza questa deroga, sarebbe impossibile garantire la gestione ordinaria e i servizi di base. Per una città a vocazione turistica come Silvi, – aggiunge il sindaco – con l’imminenza della stagione estiva, l’impossibilità di spendere risorse previste in bilancio per altri scopi rappresenterebbe un vero e proprio disastro economico».
Una posizione sostenuta anche dal parlamentare Luciano D’Alfonso, il quale ha ribadito che Silvi rappresenta uno di quei casi in cui «non si può riprodurre la dualità tra cassa e competenza, pena l’affondamento dell’ordinamento di bilancio comunale». D’Alfonso ha proposto quindi che la Corte dei Conti sospenda l’ordinarietà della lettura contabile, consentendo al Comune di sforare i limiti di spesa e superare gli equilibri previsti dal Testo unico degli Enti locali senza subire sanzioni o conseguenze amministrative. Un passaggio necessario che dovrà integrarsi con le procedure straordinarie e gli interventi che Regione e Protezione civile attiveranno per il consolidamento definitivo del territorio.