Diversi i temi toccati: dalla necessità di un centro aggregativo, alla riqualificazione dell’area della stazione ferroviaria e di piazza Carafa, alla riapertura del distretto sanitario di base, ai progetti per Madonna delle Piane e l’area industriale
CHIETI – “Di cosa ha bisogno Chieti Scalo?” È la domanda che il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra e liste civiche Giovanni Legnini ha posto all’inizio del suo discorso di inaugurazione, nel pomeriggio di oggi, della sede elettorale lungo la Colonnetta.
“Innanzitutto”, ha detto il candidato sindaco, “bisogna provare a centrare un obiettivo: munirsi di un centro cittadino. E bisogna farlo attraverso una elaborazione progettuale ma anche una condivisione con i cittadini. Ci sono progetti da poter fare a breve, come la realizzazione del parcheggio delle aree dismesse della ferrovia, con la costruzione del sovrappasso ferroviario, un lavoro già appaltato dall’attuale amministrazione, che prevede anche lo spostamento del terminal bus dal lato dell’area industriale, e poi un progetto di ristrutturazione di piazza Carafa, dove occorre terminare la costruzione delle palazzine rimaste incompiute e dove va realizzato il distretto sanitario di base. Mentre per quanto riguarda il parcheggio interrato, l’intervento va rimeditato: forse meglio un progetto di parcheggi a raso e di rigenerazione complessiva dell’area”.
Legnini ha toccato anche altre aree dello Scalo, a partire da Madonna delle Piane, “dove è previsto un grande sviluppo”, ha detto, “visto che ci sono due insediamenti destinati a modificare non poco la vita di quella zona: quello di Eurospin, che produrrà tra i 400 e i 500 posti di lavoro, e quello del polo di servizi della Proger, che porterà lì a lavorare circa 300 tecnici che ora lavorano in altre sedi. E poi ci sono progetti per il Foro Boario, che il Comune sta portando avanti insieme alla Camera di commercio e all’università, e per l’ex Mattatoio, dove potrebbe sorgere un museo di auto storiche. E dunque quest’area, compreso anche quella del Villaggio Celdit, necessita di un restyling generale, anche e soprattutto per quanto riguarda la viabilità”.
“A Santa Filomena puntiamo sul progetto del chilometro verde, presentato e donato alla città da Proger, un’idea convincente”, ha continua Legnini, “che valuteremo nel rispetto delle procedure di evidenza pubblica, per restituire qualità urbana a un’area oggi caratterizzata da troppo cemento. A Brecciarola servono interventi mirati: dalla chiesa parrocchiale, chiusa da anni, al Casone delle associazioni, che sta finalmente rinascendo, fino agli interventi di rigenerazione sulla mobilità che sono necessari, in conseguenza degli interventi sulla ferrovia”.
Il discorso è proseguito sui binari della concretezze e dei progetti da realizzare. Unico accenno polemico ha riguardato il tema dello sviluppo dell’area industriale: “Va liberata dal cappio del Consorzio industriale. È probabile che questo accadrà in modo automatico perché, come a tutti noto, a seguito della incapacità del governo regionale di garantire la fusione Consorzio Asi Arap, l’ente consortile si avvia verso una liquidazione coatta amministrativa. Cosa che a noi va benissimo. La pianificazione di quell’area, strategica per la città, deve essere restituita al Comune, anche se bisogna individuare un modo per gestire i servizi comuni necessari all’area produttiva. C’è infine il problema dell’inquinamento dell’area industriale: il Comune ha avviato diversi progetti, ma ora bisogna mettere il turbo e io credo che occorre coinvolgere il Ministero dell’ambiente e il commissario nazionale per le bonifiche, perché da soli non ce la facciamo. E ho già verificato la possibilità di percorrere questa strada”.
In tanti sono arrivati ad ascoltare il candidato sindaco nella sede di via Colonnetta 50. Presenti anche il sindaco Diego Ferrara, il vicesindaco Paolo De Cesare, il deputato del Movimento 5 stelle Daniela Torto, diversi assessori tra cui Manuel Pantalone e Teresa Giammarino.