Il capogruppo PD in Consiglio regionale presenta un’interpellanza sullo stato finanziario del Consorzio industriale Val Pescara e sulla fusione con Arap, definita “non sostenibile” dagli studi tecnici. Bruno e Di Muzio: “Nessuna traccia dei fondi annunciati per Chieti Scalo, la destra lascia le strade nel degrado”
CHIETI – La fusione tra Consorzio industriale Val Pescara e Arap “non appare sostenibile dal punto di vista economico‑finanziario” e la situazione “pare non lasciare alternative alla liquidazione coatta amministrativa”. È quanto emerge – secondo il capogruppo PD in Consiglio regionale Silvio Paolucci – dallo studio di fattibilità redatto da Arap sulla base delle analisi di KPMG Advisory e PwC Italia. Un quadro che spinge il consigliere a presentare un’interpellanza per chiarire lo stato finanziario, economico e patrimoniale del Consorzio e l’avanzamento dell’iter di fusione.
«Una conferma, per noi che abbiamo sempre denunciato che si trattava di un sodalizio impossibile dal principio, oltre che penalizzante» afferma Paolucci. «Siamo rimasti inascoltati. Ma parlano i fatti: oggi il Consorzio è nell’impossibilità di adempiere ai suoi obblighi di custodia e manutenzione delle strade di sua competenza e lo stato di degrado della zona industriale di Chieti Scalo ne è la conferma».
Secondo Paolucci, l’unica soluzione è «un trasferimento all’Arap di competenze e del personale attualmente in forza al Consorzio». Una stasi che lo stesso ente avrebbe segnalato alla Regione, evidenziando la pericolosità delle strade degli agglomerati industriali e l’impossibilità di intervenire per la grave situazione economico‑finanziaria.
Paolucci critica anche la risposta della Regione, che – riporta – avrebbe invitato il Consorzio a coinvolgere i sindaci per eventuali ordinanze di chiusura o limitazione della circolazione: «Oltre al danno, anche una delle peggiori beffe che potessero capitare».
Sul tema intervengono anche Aurora Bruno, vice segretaria PD Chieti, e Andrea Di Muzio, segretario dei Giovani Democratici di Chieti. «È singolare che la destra che denuncia lo stato delle strade urbane di Chieti si dimentichi che è una conseguenza della disastrosa situazione economico‑finanziaria ereditata dalla Giunta Di Primio» affermano. «Al momento del bisogno si tira indietro, stanziando fondi per altri agglomerati industriali, annunciando interventi che non arrivano mai e lasciando proprio le strade della zona industriale di Chieti Scalo a secco».
Bruno e Di Muzio ricordano inoltre che «esattamente un anno fa il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri aveva annunciato fondi per la sistemazione di asfalti, impianti elettrici, guard‑rail e segnaletica» nelle aree di competenza del Consorzio, compresa Chieti Scalo. «Che fine hanno fatto questi fondi?» chiedono.
L’interpellanza di Paolucci punta ora a ottenere chiarimenti formali in Consiglio regionale.