L’assessore al Sociale interviene dopo l’ordinanza anti-degrado: «Non esiste un’assenza di interventi. Difficoltà su dipendenze e fragilità“ che richiedono anche risposte sanitarie»
TERAMO – «La percezione di una mancata attività non è reale. Cerchiamo sempre di analizzare i bisogni e di dare una risposta, nei limiti della normativa nazionale. Le 200 persone accolte in un anno dimostrano quanto sia stato fatto, spesso anche oltre le competenze che spettano al Comune». È il messaggio lanciato dall’assessore al Sociale Stefania Di Padova durante la conferenza stampa dedicata alla nuova ordinanza comunale per la sicurezza urbana e il contrasto al degrado.
L’intervento dell’assessore arriva a margine del provvedimento entrato in vigore dal primo giugno, che introduce limitazioni al consumo di alcol in alcune aree della città e vieta bivacchi, giacigli e occupazioni improprie degli spazi pubblici.
Nel tracciare un bilancio delle attività sociali portate avanti dall’amministrazione, Di Padova ha evidenziato i numeri del dormitorio comunale. Nell’ultimo anno la struttura ha accolto circa 200 persone, il doppio rispetto alle 100 inizialmente preventivate. Si tratta in gran parte di persone in transito sul territorio teramano, presenti per questioni legate a documenti o procedure amministrative e successivamente indirizzate verso i percorsi di accoglienza previsti dai Centri di accoglienza straordinaria.
Oltre all’ospitalità notturna, il servizio garantisce una serie di interventi di supporto, tra cui docce, distribuzione di vestiario, controlli sanitari e visite mediche grazie alla collaborazione con il Centro Kum.
L’assessore ha però sottolineato come le situazioni più complesse siano quelle che coinvolgono persone con dipendenze o problematiche psichiatriche, ambiti nei quali il solo servizio sociale comunale non è sufficiente.
«Ci sono casi che richiedono non soltanto un approccio sociale ma anche sanitario. Da soli non riusciamo a intervenire come vorremmo. Servono percorsi strutturati da parte della Asl e degli organismi competenti», ha spiegato Di Padova, richiamando anche l’episodio avvenuto ad aprile, quando lei stessa e un agente della polizia locale furono aggrediti durante un intervento in un alloggio segnalato per gravi criticità igienico-sanitarie.