Sul posto il direttore regionale di protezione civile Scelli e il prof Sciarra: “Spostamento di almeno due metri”
SILVI – La frana di Santa Lucia a Silvi continua a muoversi e il quadro resta in evoluzione. Lo ha confermato il sopralluogo effettuato questa mattina dal direttore della Protezione civile regionale Maurizio Scelli insieme al professor Nicola Sciarra: registrato uno spostamento del terreno di circa due metri.
Un dato che impone prudenza e monitoraggio costante. «La frana si muove e la strada si è abbassata almeno di un paio di metri», ha spiegato Sciarra, sottolineando come l’attenzione sia rivolta non solo al fronte del movimento ma anche a tutto ciò che lo circonda: «Dobbiamo garantire la sicurezza, nessuna abitazione viene lasciata fuori dalla nostra attenzione, anche quelle che non hanno subito danni».
Alla base del fenomeno anche una forte componente idraulica. «Sotto questo terreno ci sono almeno cinque sorgenti e con le precipitazioni si è aggravata la quantità di acqua», ha aggiunto il professore, evidenziando come la frana sia ancora attiva e richieda tempo per fornire risposte certe. Gli interventi, quando si passerà alla fase operativa, saranno complessi: «Parliamo di opere profonde, come sistemi di drenaggio o pozzi per l’estrazione delle acque».
Sul fronte istituzionale, Scelli ha ribadito il monitoraggio continuo: «Dal 31 gennaio a oggi sono venuto qui una volta a settimana. La priorità è mettere in sicurezza tutta l’area e tutelare anche la stagione estiva, fondamentale per Silvi». Sui rientri nelle abitazioni, la linea è chiara: «Avverranno solo di fronte a una certezza matematica».
Il lavoro tecnico prosegue con il supporto di esperti come Sciarra e Casagli, mentre un nuovo sopralluogo è già previsto per la metà della prossima settimana.
Intanto sul piano delle risorse, è stato confermato uno stanziamento nazionale destinato all’Abruzzo, con una quota per i territori colpiti. Le amministrazioni locali possono già attivare le procedure, anche se serviranno tempi tecnici per gli interventi. Un passaggio chiave sarà l’incontro fissato per il 29 aprile a Roma, al Dipartimento nazionale della Protezione civile, dove saranno definiti ulteriori dettagli operativi per affrontare l’emergenza.