L’atto di AVS chiede chiarimenti sul trasferimento degli operatori a Teramo e le dimissioni di tre lavoratori su tredici, con focus su tutela occupazionale e servizio pubblico
TREGLIO – Una interpellanza urgente è stata depositata alla Presidenza del Consiglio regionale d’Abruzzo dal capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) Alessio Monaco, con richiesta di discussione nella seduta di martedì 21 aprile. L’atto punta i riflettori sulla crisi del Call Center del Centro Unico di Prenotazione (CUP) di Treglio, dopo il trasferimento forzato degli operatori nella sede teramana, scatenando disagi lavorativi e rischi per la continuità del servizio.
La vicenda, che Monaco definisce emblematica di criticità negli appalti pubblici, risale al cambio di appalto scaduto il 31 dicembre 2025. I 13 operatori, in gran parte residenti nella provincia di Chieti, sono stati spostati a Teramo, affrontando lunghe percorrenze quotidiane e problemi organizzativi. Risultato: tre dimissioni già rassegnate, mentre gli altri operano in un clima di forte incertezza, con potenziali ulteriori uscite che potrebbero compromettere il Centro unico di Prenotazione.
Monaco richiama il capitolato di gara e l’offerta del nuovo aggiudicatario, che prevedevano la tutela della residenzialità, la valorizzazione del personale formato e lo smart working. Elementi non rispettati nel trasferimento, nonostante il personale fosse locale e qualificato. Inoltre, l’interpellanza contesta le nuove assunzioni a tempo determinato nei call center delle ASL di Pescara e Chieti, senza ricollocare gli operatori di Teramo, vanificando competenze consolidate e continuità operativa.
“Chiediamo chiarimenti sulle motivazioni del trasferimento, sulle interlocuzioni con il concessionario e sul rispetto delle clausole contrattuali”, spiega Monaco nell’atto. L’interpellanza sollecita anche le misure regionali per tutelare i lavoratori, evitare ulteriori perdite di posti e garantire il servizio CUP, essenziale per i cittadini abruzzesi.
La vertenza ha già visto fasi precedenti: a gennaio 2026, un accordo tra Regione, ASL e sindacati aveva sospeso il trasferimento per 60 giorni, congelando lo spostamento da Treglio a Teramo e verificando soluzioni alternative come l’assorbimento nelle ASL di Pescara e Chieti. Nonostante ciò, la situazione permane critica, con Monaco che torna a denunciare “una storia che grida giustizia”.