Vertenza 3G Sulmona, Magnacca alza la voce: «Serve un piano industriale vero, subito»

3 Marzo 2026
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Incontro sulla vertenza 3G Sulmona

La Regione si schiera senza tentennamenti con i 162 lavoratori. Stop all’ipotesi di spostare l’attività da Sulmona a Pescara: «Clausola sociale e territorialità non si toccano»

PESCARA — Sul caso 3G, la Regione non vuole giri di parole. Al tavolo istituzionale convocato sulla vertenza del call center di Sulmona, l’assessore alle Attività produttive Tiziana Magnacca ha messo subito le cose in chiaro: «Appoggio pieno e incondizionato alle ragioni dei lavoratori». Un messaggio diretto, arrivato mentre la commessa Enel passa nelle mani della nuova Rti Accenture–Data Contact e le preoccupazioni tra gli addetti crescono di giorno in giorno.

All’incontro — presenti i sindacati nazionali, la società subentrante e il sindaco di Sulmona Luca Tirabassi — è emerso un punto che la Regione considera non negoziabile: niente trasferimenti mascherati, niente spostamenti di sede. «È da respingere l’idea esplicitata dai rappresentanti della Rti di spostare la sede del call center da Sulmona a Pescara, in assoluta violazione della clausola sociale e di territorialità», ha scandito Magnacca.

Il nodo è serio: la nuova gara Enel coinvolge Basilicata, Molise e Abruzzo, e secondo i sindacati il rischio che ai lavoratori venga chiesto di spostarsi da una regione all’altra è tutt’altro che teorico. Una prospettiva che, per la Regione, equivarrebbe a smontare pezzo dopo pezzo le tutele previste dalla normativa nazionale.

Per questo l’assessore ha chiesto alla Rti un quadro preciso, senza zone d’ombra: «Regione Abruzzo vuole conoscere il piano industriale che la Rti intende attuare, le sedi dove verrebbero spostati i lavoratori, il numero dei lavoratori interessati a processi di esubero e i criteri che verranno adottati nella scelta dei lavoratori».

Una richiesta che non riguarda solo l’azienda, ma il destino di un territorio già messo alla prova dalla crisi dell’automotive. «La posizione della Giunta regionale è chiara, non solo in favore dei lavoratori ma anche a supporto del territorio della Valle Peligna che in questo momento storico non può permettersi di perdere posti di lavoro impoverendo l’economia di un territorio che la Regione reputa centrale per la propria crescita», ha ribadito Magnacca.

La partita resta aperta, ma una cosa è certa: la Regione non intende lasciare spazio a interpretazioni. E ora la palla passa alla società subentrante, chiamata a presentare un piano industriale che dica finalmente cosa ne sarà dei 162 lavoratori di Sulmona.

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