Amministrative Pescara, conto alla rovescia per la sentenza del Consiglio di Stato: cresce la pressione politica 

12 Dicembre 2025
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comune di pescara

A pochi giorni dalla sentenza del Consiglio di Stato sulle amministrative 2024, Costantini e Pettinari chiedono di tornare alle urne denunciando irregolarità e spaccature nella maggioranza. Carota (FdI) ribadisce invece serenità e pieno rispetto del verdetto, mentre un eventuale voto nelle 27 sezioni potrebbe comunque ridisegnare gli equilibri interni al centrodestra

PESCARA – A pochi giorni dall’udienza del Consiglio di Stato, prevista per il 18 dicembre, e chiamata a decidere sul futuro delle elezioni amministrative di Pescara 2024, il clima politico torna ad accendersi sul tema. Da un lato l’ex candidato del centrosinistra Carlo Costantini e l’ex candidato civico Domenico Pettinari ribadiscono la necessità di tornare alle urne, dall’altro tra i banchi della maggioranza di centrodestra, il capogruppo di Fratelli d’Italia Roberto Carota assicura serenità e pieno rispetto del verdetto.

Costantini si dice «molto fiducioso», ricorda il giudizio del TAR del 25 giugno scorso, che aveva annullato il voto in 27 sezioni e afferma che ciò rende più probabile una conferma in secondo grado. Sul piano politico critica una maggioranza «in grande confusione», segnata dalle recenti dimissioni del consigliere delegato all’urbanistica, Marcello Antonelli, e da una «paralisi amministrativa» che, sostiene Costantini, sta lasciando il settore edilizio «privo di regole certe».

Sulla stessa linea Domenico Pettinari, che torna sulle «anomalie enormi» definendo la situazione «non irrilevante». Pur ribadendo rispetto per qualunque decisione del Consiglio di Stato, afferma che «si renderebbe doveroso andare a votare in tutte le sezioni». E sul fronte politico interno attacca: «La maggioranza oggi è spaccata, una spaccatura pronta a esplodere». Pettinari sostiene inoltre che in questo anno e mezzo di governo il centrodestra abbia «fallito sui suoi cavalli di battaglia», dalla sicurezza – descrivendo Pescara come «una città fuori controllo» – alla pressione fiscale, definendo alcune recenti scelte amministrative «scivoloni» difficili da recuperare in un eventuale ballottaggio.

Di segno opposto il commento del capogruppo di Fratelli d’Italia, Roberto Carota, che smorza i toni e rivendica tranquillità per la prossima sentenza. «Io personalmente sono tranquillo, qualsiasi decisione venga presa non ho timori. Fratelli d’Italia è tranquilla, ci affidiamo alle regole della legge». Quanto all’ipotesi di un ritorno alle urne, Carota risponde che si tratterebbe semplicemente di affrontare nuovamente la competizione elettorale: «Ci rimetteremmo alla volontà del popolo. L’amministrazione sta cercando di governare bene e il 18 toglierà ogni dubbio sulla possibilità di continuare a governare con questa attuale composizione».

Va però ricordato che, qualora si tornasse a votare nelle sole 27 sezioni, anche nell’ipotesi in cui non fosse sufficiente a generare un ballottaggio, il risultato potrebbe comunque modificare in modo significativo gli equilibri interni all’attuale maggioranza, incidendo sulle singole preferenze e sulla distribuzione dei seggi.

La città intera attende ora il verdetto del Consiglio di Stato, che potrebbe confermare l’esito del voto o riaprire completamente la competizione politica a Pescara.

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