Pescara, sopralluogo nelle scuole: «Temperature oltre i 30 gradi nella maggior parte delle aule»

5 Settembre 2026
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La denuncia di Giampietro (Pd): «Nessun finanziamento del Pnrr sfruttato per la climatizzazione, bisogna iniziare ad affrontare il problema»

PESCARA – Iniziare ad affrontare con la massima serietà il “problema clima” nelle scuole pescaresi. Lo chiede il capogruppo del Pd in municipio, Pietro Giampietro, che a pochi giorni dalla riapertura delle scuole ha effettuato un sopralluogo in diversi istituti della città, rilevando le temperature e denunciando condizioni in alcuni casi proibitive.

«Su richiesta di molti genitori e molti insegnanti», spiega Giampietro, «mi sono recato in sopralluogo come consigliere comunale dentro molti istituti pescaresi, per capire che temperatura troveranno i bambini e i ragazzi quando rientrano nelle loro classi. Con un termometro che rileva la temperatura degli ambienti ho visto che dentro le classi», denuncia il consigliere comunale, «la temperatura è davvero infernale: nella stragrande maggioranza dei casi si arriva a 32, 33 e anche 34 gradi».

Un problema per il quale, secondo l’esponente del Pd, il municipio avrebbe già dovuto prendere provvedimenti: «Nonostante le decine di milioni di euro di fondi Pnrr che il Comune ha gestito in questi anni, le scuole continuano ad essere senza alcun sistema di climatizzazione», lamenta Giampietro, «in molti casi le aule sono senza tapparelle e senza tende, il che è un mix che crea temperature ancora più alte».

«È inutile continuare a negare, da parte di chi continua a farlo, che ci sia un problema clima anche dentro le scuole», continua il capogruppo dem, «Pescara è una delle città più calde d’Italia: questa estate è stato così. È giusto che il Comune inizi a ragionare su come rendere i nostri plessi scolastici più confortevoli, perché abbiamo a che fare con bambine e bambini anche di tre anni e con ragazzi più grandi che passano in queste aule gran parte del loro tempo e le ore più calde della giornata. È giusto iniziare a ragionarci», conclude Giampietro, «crediamo che sia fondamentale farlo da subito, perché chi nega il problema vuol dire che non conosce davvero cosa accade dentro le scuole».

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