Aperta la Porta Santa della 732ª Perdonanza Celestiniana [FOTO]

29 Agosto 2026
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Governo, autorità e oltre 1.700 partecipanti hanno accompagnato il Corteo della Bolla fino all’apertura della Porta Santa. Stasera alle 18 la chiusura e il rientro a Palazzo Margherita

L’AQUILA – Con la solenne apertura della Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio si è compiuto il momento più atteso e denso di significato della 732ª Perdonanza Celestiniana. Il rito, celebrato al termine del tradizionale Corteo della Bolla e della Santa Messa, ha rinnovato il messaggio di pace e riconciliazione che dal 1294 unisce il capoluogo abruzzese al resto del mondo.

A precedere l’apertura della Porta Santa è stata la lettura della Bolla del Perdono sul palco allestito davanti alla basilica, pronunciata dal sindaco dell’Aquila e presidente del Comitato Perdonanza, Pierluigi Biondi. Subito dopo, l’arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Antonio D’Angelo, ha letto la Bolla Spes non confundit con cui Papa Francesco ha indetto il Giubileo 2025.

La giornata di ieri è iniziata nel segno della memoria: in mattinata il sindaco Biondi, insieme al sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti, in rappresentanza del Governo, ha reso omaggio alle vittime del tragico terremoto del 2009 deponendo una rosa bianca e una rosa rossa al Parco della Memoria. Successivamente, la stessa Rauti e il primo cittadino hanno scortato la Dama con l’astuccio della Bolla papale fino all’interno della basilica.

Il solenne corteo ha visto la partecipazione di 1.700 persone: 800 figuranti in costume storico medievale – appartenenti ai gruppi locali e a delegazioni giunte da tutta Italia, tra cui Siena, Rieti e Assisi – 600 rappresentanti delle istituzioni civili e 300 esponenti del mondo associativo.

Notevole l’entusiasmo e la presenza dei più giovani: 120 tra bambini e ragazzi hanno sfilato nel corteo storico, affiancati da 100 studenti protagonisti del progetto “A scuola di Perdonanza 3. Promossa dal Comitato Perdonanza insieme al Comune e all’Ufficio Scolastico Regionale, l’iniziativa ha portato la figura di Celestino V nelle scuole del circondario, culminando in una mostra di elaborati artistici allestita a Palazzo Margherita.

Tra gli elementi di novità di quest’anno spicca lo stendardo ricamato della Città dell’Aquila realizzato dall’artista Marinella Senatore nell’ambito del progetto “The School of Narrative Dance” per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, scortato dalla delegazione del Museo MAXXI.

Ricca la rappresentanza istituzionale, con la presenza dei sottosegretari Luigi D’Eramo e Fausta Bergamotto, del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti.

A spalancare i battenti della Porta Santa ai vespri è stato il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, che nella sua omelia ha definito il gesto di Celestino V “rivoluzionario per il suo tempo e per tutti i tempi: un perdono non riservato a pochi, ma offerto universalmente“. Il cardinale ha evidenziato come la Perdonanza – riconosciuta dall’UNESCO nel 2019 Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità – abbia assunto un valore ancora più forte dopo il sisma del 2009: «Una città che si rialza celebrando il perdono sceglie di non restare prigioniera del proprio dolore».

Un concetto ribadito con forza anche dal sindaco Pierluigi Biondi: «In questo anno in cui L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura, la Perdonanza diventa un ponte simbolico tra la nostra storia millenaria e la visione di futuro per le giovani generazioni. Perdonare significa saper superare le ferite, accantonare il rancore e trasformare le difficoltà in occasioni di rinascita, scegliendo sempre il dialogo e la pace rispetto alla via catastrofica del conflitto».

La Porta Santa rimarrà aperta alla devozione dei fedeli per 24 ore. Stasera, alle ore 18:00, dopo la Messa solenne a Collemaggio, la porta verrà chiusa e prenderà il via il corteo di rientro. Il Gonfalone cittadino, le autorità, i gruppi storici, le Dame della Bolla e della Croce e il Giovin Signore scorteranno il prezioso documento di Celestino V nel suo viaggio di ritorno fino alla sede municipale di Palazzo Margherita.

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