Coldiretti diffonde i primi dati sulla raccolta di agosto: si spera in un riequilibrio del mercato riducendo le eccedenze e favorendo una ripresa delle quotazioni di uve e vino
PESCARA – È un dato drammatico quello diffuso da Coldiretti sui primi numeri della vendemmia 2026 in Abruzzo: a causa degli ultimi quattro mesi di siccità e delle temperature estreme, si registrano cali produttivi tra il 25% e il 40% rispetto alla media. Il dato di Coldiretti è riferito soprattutto alla provincia di Chieti, dove si concentra circa il 75% dei vigneti regionali, e prende in considerazione le prime uve raccolte ad agosto. Ma, per le varietà ancora da raccogliere, le prospettive non sono migliori.
Grappoli asciutti, acini più leggeri e poco mosto sono: questi gli effetti del caldo prolungato e dell’assenza di piogge. Una situazione che incide sia sul peso delle uve sia sulla resa in vino. Aumentando la preoccupazione di viticoltori e cantine, già alle prese con costi di produzione crescenti e un mercato segnato negli ultimi anni da giacenze rilevanti che hanno penalizzato i prezzi.
Il calo produttivo potrebbe però contribuire a riequilibrare il mercato, riducendo le eccedenze e favorendo una ripresa delle quotazioni di uve e vino. La minore disponibilità di prodotto, osserva Coldiretti, potrebbe consentire alle imprese di recuperare almeno in parte la redditività perduta, se si tradurrà in prezzi migliori riconosciuti ai viticoltori.
Pier Carmine Tilli, presidente di Coldiretti Chieti, chiede un’accelerazione sul Piano Invasi Coldiretti-Anbi e la realizzazione di una rete diffusa di piccoli e medi bacini per raccogliere l’acqua quando c’è e renderla disponibile quando serve. «Non si tratta più soltanto di fronteggiare le emergenze», aggiunge il direttore di Coldiretti Chieti, Domenico Bosco, «ma di costruire le condizioni per garantire continuità produttiva alle imprese agricole nei prossimi anni».
Coldiretti Abruzzo ha trasmesso alla Regione un documento con proposte per ristabilire l’equilibrio tra produzione e domanda, dalla revisione dello schedario vitivinicolo alla verifica delle giacenze, fino a promozione ed enoturismo. «Il futuro della viticoltura abruzzese si decide anche dalla capacità di trattenere l’acqua», afferma il direttore di Coldiretti Abruzzo, Marino Pilati.