Crisi climatica, il Forum H2O contro le opere fossili in Abruzzo: “Da Bomba a Sulmona e Cupello, scelte pericolose”

26 Agosto 2026
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Lago_Bomba
Il lago di Bomba

L’associazione ambientalista: “Minacce esistenziali autorizzate da istituzioni irresponsabili. Questi progetti ipotecano il futuro energetico del Paese oltre il 2050”. Dito puntato anche contro il consumo di suolo

BOMBA – Allarme del Forum H2O sulla crisi climatica e i nuovi progetti legati allo sfruttamento delle fonti fossili e il continuo consumo di suolo promosso da diversi comuni. L’associazione punta il dito contro estrazioni, gasdotti, centrali e piani urbanistici che prevedono nuovo cemento, definendoli “minacce esistenziali”.

“«”I nuovi progetti “fossili”, dall’estrazione di metano a Bomba alla centrale di Sulmona e al gasdotto della Snam passando per il potenziamento dello stoccaggio gas a Cupello, devono essere considerati come vere e proprie minacce esistenziali” afferma Renato Di Nicola del Forum H2O. “La crisi climatica che si sta manifestando in tutta la sua gravità anche in Abruzzo spazza via bugie e connivenze che hanno portato alla sconsiderata autorizzazione di queste opere da parte di istituzioni irresponsabili. Lo stesso vale per il galoppante consumo di suolo, con i comuni associati all’Anci – Associazione nazionale comuni italiani – che si stanno addirittura opponendo alle misure proposte da Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – per la rinaturalizzazione dei suoli promuovendo di fatto nuovo cemento assieme ai costruttori”.

Il Forum ricorda che gli scienziati dell’Ipcc (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) avevano previsto da vent’anni gli effetti oggi sotto gli occhi di tutti: ondate di calore, incendi, siccità, eventi estremi. E cita anche il settore vitivinicolo, caro all’Abruzzo, dove i modelli previsionali indicavano da tempo terreni sempre meno adatti alla coltivazione della vite.

Secondo l’associazione, le istituzioni avrebbero ignorato gli avvertimenti della comunità scientifica continuando a sostenere opere fossili presentate come “sostenibili”. “È il caso dell’estrazione del gas a Bomba, dove il cosiddetto Ministero dell’Ambiente approvando il progetto ha pure “dimenticato” di ricordare che l’utilizzo di quel gas porterà all’emissione di 4 milioni di tonnellate di CO₂ in atmosfera”, denuncia Di Nicola. Stessa critica per il nuovo gasdotto della rete adriatica e la centrale Snam di Sulmona, che “ipotecherebbero il futuro energetico del Paese ben oltre il 2050”, e per il potenziamento dello stoccaggio “Treste” a Cupello.

Nel mirino anche il consumo di suolo: resort sulla costa, nuovi piani urbanistici, interventi a Ortona e Vasto.

Il Forum riconosce che alcune categorie produttive stanno iniziando a comprendere la gravità della situazione, ma giudica ancora insufficienti le scelte politiche. “Chi continua ad opporsi alle ricette per fermare la crisi climatica deve essere considerato un vero e proprio irresponsabile o, peggio, un soggetto socialmente pericoloso”, conclude Augusto De Sanctis. “Anche in Abruzzo abbiamo chi ancora oggi appoggia progetti fossili e consumo di suolo che danneggiano il clima nascondendosi dietro bugie e retoriche che la scienza e l’evidenza dei fatti stanno smentendo platealmente. Per quanto tempo ancora dovremo sentirli e, soprattutto, accettare scelte sbagliate e dannose?”.

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