Il sindaco Mastrogiovanni accelera sulle sanzioni per tutelare l’incolumità dei turisti e la coesistenza con la fauna
SCANNO – Il delicato equilibrio tra uomo e natura rischia di incrinarsi a Scanno, la nota località abruzzese famosa per il suo lago e per i cervi che passeggiano indisturbati tra i prati. Il paese è finito al centro della cronaca per un’escalation di episodi legati al “turismo maleducato“, spingendo il Comune a valutare un’ordinanza stringente che vieti l’avvicinamento agli animali selvatici, con l’obiettivo di evitare incidenti e tutelare la fauna locale.
Negli ultimi giorni si sono infatti verificati due episodi distinti ma del tutto analoghi nei prati adiacenti al lago. Calche di turisti di ogni età, compresi bambini, si sono avvicinate a un cervo maschio per scattare foto, accarezzarlo o persino offrirgli del cibo. Stuzzicato e accerchiato, l’animale ha reagito caricando due uomini a distanza di 48 ore l’uno dall’altro: entrambi sono finiti a terra, uscendo fortunatamente illesi. I filmati di queste cariche, ripresi dagli smartphone dei presenti, sono diventati immediatamente virali sui social network, scatenando una pioggia di critiche e accorati appelli al rispetto della fauna selvatica.
Dinanzi a questa situazione, il primo cittadino di Scanno, Giovanni Mastrogiovanni, ha espresso forte preoccupazione per la mancanza di buon senso dimostrata dai visitatori, sottolineando la necessità di intervenire sia sul piano formale che su quello dell’educazione: «Siamo un paese che si è sempre distinto per la coesistenza con l’animale selvatico: dovremmo sensibilizzare anche il turista, non solo per tutelarne l’incolumità ma anche per favorire la conservazione e la coesistenza. Per questo stiamo valutando di fare un’ordinanza che vieti l’avvicinamento, anche per rendere più chiaro quello che dovrebbe essere il normale comportamento nei confronti dell’animale». Il sindaco ha inoltre ricordato che ci si trova nel periodo degli amori, una fase biologica in cui gli esemplari maschi risultano particolarmente territoriali, reattivi e imprevedibili.
A pagare le conseguenze di questa imprudenza potrebbe essere proprio l’animale coinvolto. A seguito dei fatti e del clamore suscitato dai video diffusi in rete, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sta valutando di procedere a breve con la cattura e il prelievo del cervo per trasferirlo in un’area più remota e isolata, lontano dalla pressione antropica.