Incendi in Abruzzo, non si placa il rogo sul Morrone: in azione 5 velivoli e 100 operatori a terra

22 Agosto 2026
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La pioggia della notte concede solo una tregua temporanea. Vento e caldo minacciano i progressi, droni e lanci d’acqua mirati guidano le operazioni di bonifica

SULMONA – Non basta la pioggia caduta nella serata di ieri a spegnere la morsa del fuoco che sta flagellando l’Abruzzo. Sul Monte Morrone la battaglia contro le fiamme prosegue senza sosta da oltre due settimane, concentrandosi in particolare nel territorio compreso tra i comuni di Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme. Nonostante gli sforzi imponenti messi in campo finora, l’emergenza resta aperta e rappresenta attualmente la situazione più critica dell’intera regione.

Per arginare l’avanzata del rogo è stato disposto un ingente dispiegamento di forze aeree e terrestri, strettamente coordinato per garantire la massima efficacia anche nei punti più impervi. Nel cielo sono operativi due Canadair, due elicotteri regionali e un elicottero pesante Erickson, guidati dal sorvolo costante dei droni che permettono di effettuare lanci d’acqua estremamente precisi. A terra lavorano circa cento persone pronti alle operazioni di bonifica, tra cui quarantuno Vigili del Fuoco, trentacinque volontari della Protezione Civile, contingenti dell’Esercito e due Direttori delle Operazioni di Spegnimento.

Il timore principale degli operatori resta tuttavia legato alle condizioni meteorologiche: le alte temperature e il forte vento rischiano di rialimentare le fiamme e vanificare gran parte del lavoro svolto. La situazione rimane sotto stretta osservazione anche nel resto della provincia dell’Aquila, dove a Rocca di Cambio sono operativi un direttore delle operazioni e quattro volontari, mentre a Capestrano un nuovo incendio divampato a ridosso del centro abitato ha richiesto il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile.

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