Dopo quattro interventi e una paresi, il 47enne chiede un percorso adeguato alle sue possibilità di recupero. Di Giosia: «Disponibili a una nuova valutazione multidisciplinare»
«Sono vivo e voglio combattere, ma oggi ho paura di un’altra forma di morte: quella più subdola, lenta e silenziosa, l’abbandono». È l’appello lanciato da Lorenzo Sichetti, 47 anni, affetto da glioblastoma e sottoposto negli ultimi mesi a quattro interventi neurochirurgici all’ospedale Mazzini di Teramo.
L’ultimo intervento, eseguito il 21 maggio, gli ha lasciato una paresi della parte sinistra del corpo. Lorenzo ringrazia il reparto di Neurochirurgia per «competenza, professionalità e umanità», ma chiede ora che alla battaglia contro il tumore possa seguire un percorso riabilitativo più intenso e calibrato sulle sue condizioni.
Dopo lunghi periodi di ricovero tra il 2025 e il 2026, dal 28 luglio si trova a Villa Dorotea di Scoppito. Nella lettera aperta indirizzata ai vertici sanitari e alle istituzioni riferisce di essere ancora immobilizzato a letto e non autonomo nelle necessità quotidiane, ritenendo insufficiente il percorso attuale rispetto alle proprie potenzialità di recupero.
Sichetti chiede una presa in carico multidisciplinare che coinvolga riabilitazione, neurologia, neurochirurgia, assistenza infermieristica e supporto psicologico. Segnala inoltre l’assenza di un neurochirurgo nella struttura e una presenza sanitaria che, nei fine settimana, sarebbe ridotta. A sostenerne la speranza, racconta, ci sarebbero anche gli ultimi esami diagnostici, che avrebbero mostrato la sede dell’intervento libera da evidenze patologiche.
«Non chiedo privilegi né trattamenti speciali», scrive. «Ogni giorno per me conta». La sua paura è che i risultati ottenuti sul piano chirurgico possano essere compromessi da un recupero riabilitativo non adeguato.
Alla lettera ha risposto la Asl di Teramo. L’azienda sanitaria precisa che il paziente era già stato sottoposto a una valutazione collegiale, sulla base della quale era stato indicato e avviato un percorso riabilitativo di tipo estensivo, scelta che, secondo la Asl, era stata condivisa dallo stesso Sichetti.
Ora, alla luce della nuova richiesta, l’azienda si dice disponibile a rivalutare la situazione. Lorenzo potrà essere accolto nell’Ospedale di comunità di Atri per una nuova valutazione multidisciplinare, finalizzata a verificare se eventuali progressi o cambiamenti clinici consentano di modificare l’indicazione riabilitativa e individuare un percorso più adatto alle sue possibilità di recupero.
«Comprendiamo la sua volontà di non arrendersi e la determinazione che sta dimostrando», afferma il direttore generale Maurizio Di Giosia, assicurando che la situazione sarà monitorata e che i professionisti della Asl, a partire dalla responsabile della Medicina fisica e riabilitazione Giuseppina Franzone, continueranno a seguire il paziente.
Dopo l’appello, dunque, si apre ora la possibilità di una nuova valutazione clinica. Per Lorenzo l’obiettivo resta uno solo: non perdere altro tempo e recuperare quanta più autonomia possibile.