“Castelnuovo nel cuore” denuncia lo stallo dell’iter e punta il dito sulla sostituzione del Rup nel 2024. Chiesti anche l’intervento di Sandro Mariani e un Consiglio comunale straordinario
CAMPLI – A più di otto anni dal finanziamento destinato alla messa in sicurezza e al consolidamento del borgo di Castelnuovo di Campli, i lavori non sono ancora partiti e, secondo il comitato cittadino “Castelnuovo nel cuore”, non esisterebbe oggi neppure una tempistica certa per l’apertura del cantiere.
A denunciare nuovamente la situazione è il presidente Vincenzo Di Meglio, che parla di una fase di «stallo e totale incertezza» per un intervento fondamentale anche per consentire alle famiglie sfollate di tornare nelle proprie abitazioni.
Il comitato ricorda gli incontri avuti con il sindaco Federico Agostinelli, gli ultimi ad aprile e maggio, e sottolinea come l’ipotesi di avvio dei lavori nel luglio 2026 non si sia concretizzata. Per i cittadini, un momento di svolta negativo nell’iter sarebbe coinciso con la decisione dell’Amministrazione, nell’estate 2024, di sollevare dall’incarico di Rup l’ingegnere Elisabetta Natali.
Secondo il comitato, fino a quel momento la progettazione sarebbe stata portata avanti con continuità e attraverso un costante confronto con la popolazione, mentre nei due anni successivi sarebbero emersi ritardi ed errori tali da condurre all’attuale situazione. Da qui la richiesta, già avanzata più volte e rimasta senza esito, di riaffidare a Natali la responsabilità del procedimento.
Nel mirino finisce anche la mancata soluzione di alcune criticità segnalate sul territorio, tra cui quella di Fosso di Manso, dove la carente regimentazione delle acque piovane determinerebbe, secondo i residenti, rischi per la stabilità della strada adiacente.
«Dopo anni di ritardi i cittadini di Castelnuovo hanno diritto ad avere risposte chiare, documentate e soprattutto attendibili», afferma il comitato, che chiede ora un cambio di passo e l’individuazione delle responsabilità rispetto alle decisioni assunte negli ultimi anni.
Tre le iniziative intraprese. La prima è una richiesta di intervento al commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, affinché valuti l’eventuale ricorso ai poteri sostitutivi previsti dalla normativa post-sisma in caso di inerzia o impossibilità operativa del soggetto attuatore.
Un’altra istanza è stata indirizzata al presidente della Commissione di Vigilanza della Regione Abruzzo, Sandro Mariani, perché vengano effettuati approfondimenti sull’iter amministrativo. Infine, il comitato chiede la convocazione di un Consiglio comunale straordinario interamente dedicato al consolidamento di Castelnuovo.
«I cittadini hanno l’inalienabile diritto di tornare a sperare di vivere nelle proprie abitazioni – conclude Di Meglio – frutto di sacrifici e sogni, ormai divenuti incubi».