Dopo la rissa sul lungomare di domenica scorsa, l’Aps I Trabocchi lancia la protesta, ma non tutti aderiscono. L’altolà di Di Giuseppantonio: “Non si può rappresentare Fossacesia come una città senza controlli”
FOSSACESIA – L’associazione di promozione sociale (Aps) I Trabocchi lancia per la giornata di oggi una serrata dei commercianti per chiedere maggiore sicurezza nella cittadina adriatica. Non si spegne il clamore a Fossacesia dopo la rissa sul lungomare che domenica scorsa ha mandato in ospedale in coma il 50enne frentano Diomede Barchiesi, intervenuto in difesa del figlio e colpito da un pugno in faccia di un 18enne di Fossacesia.
“Dopo i gravissimi fatti accaduti nei giorni scorsi, tutti gli operatori della Marina di Fossacesia aderiranno alla serrata per lanciare un segnale forte e unitario. Come Aps I Trabocchi chiediamo sicurezza per gli ospiti che scelgono il nostro territorio, per le famiglie, per i lavoratori, per gli operatori turistici e per tutti coloro che ogni giorno vivono la Marina. Siamo stanchi di sentire proclami ai quali non seguono provvedimenti tangibili. Non bastano più dichiarazioni di attenzione o promesse di intervento. Servono azioni concrete, controlli efficaci, prevenzione e una presenza reale sul territorio. Chiediamo inoltre di essere fattivamente coinvolti da Prefettura, Comune e dagli altri organi competenti nell’individuazione delle migliori azioni da mettere in campo. Gli operatori conoscono la Marina, le sue criticità, i suoi flussi e le esigenze di chi la frequenta ogni giorno. Per questo vogliamo essere parte attiva delle soluzioni”.
Ma il sindaco Enrico Di Giuseppantonio dà lo stop a derive allarmistiche: “Basta attacchi allo Stato e alle forze dell’ordine”, dice, “sulla sicurezza servono fatti, collaborazione istituzionale e responsabilità”. Il sindaco fa sapere che si è riunita la giunta comunale con i consiglieri delegati alle diverse materie per fare il punto sulla sicurezza del territorio, anche alla luce del gravissimo episodio “che riempie di dolore e sdegno Fossacesia. L’Amministrazione comunale ha espresso la propria totale vicinanza alla vittima, che sta lottando per la vita, e ai suoi familiari. È doveroso, al tempo stesso, ribadire che l’accertamento dei fatti e ogni decisione sulle responsabilità penali spettano unicamente alla magistratura, alla quale l’Amministrazione comunale ripone la massima fiducia”.
“Chiedere sicurezza è legittimo e doveroso”, continua Di Giuseppantonio rivolgendosi all’Aps I Trabocchi, “ed è esattamente ciò che il Comune di Fossacesia ha fatto negli anni, chiedendo alle istituzioni dello Stato il potenziamento dei presidi e dei servizi di controllo. Uno dei risultati concreti è rappresentato dal potenziamento della Stazione dei Carabinieri di Fossacesia, che negli anni passati ha visto l’assegnazione di ulteriori militari anche a seguito delle nostre sollecitazioni”.
Il sindaco ricorda anche come il Comitato per l’ordine e la sicurezza dello scorso 10 giugno in Prefettura abbia deciso di inserire proprio Fossacesia Marina tra le aree a vigilanza rafforzata. La cosiddetta “zona rossa” per Fossacesia comprende la fascia costiera, via Lungomare, via Gino Bartali, via Donato Iezzi, la zona della stazione ferroviaria e la Strada Provinciale ex Statale 524, nel tratto dal centro di Fossacesia alla Statale 16 Adriatica. All’interno della “zona rossa” vengono predisposti più efficaci servizi di controllo e prevenzione, con una maggiore presenza e un coordinamento delle forze di polizia. Un dispositivo estivo che verrà ulteriormente rafforzamento per Ferragosto.
“È dunque fuorviante sostenere che a Fossacesia non vi sia un dispositivo di sicurezza”, rimarca Di Giuseppantonio, “il dispositivo esiste, è stato programmato dalle autorità competenti, viene attuato dalle forze dell’ordine e viene ulteriormente rafforzato nel periodo di maggiore afflusso. Non si può rappresentare Fossacesia come una città senza controlli. È proprio alla luce di questo quadro che l’Amministrazione comunale considera fuorviante e ingenerosa la comunicazione diffusa dall’Aps Trabocchi. Una richiesta di maggiore sicurezza è sempre legittima. Ma altra cosa è diffondere una rappresentazione del territorio nella quale le istituzioni dello Stato sembrerebbero assenti o non svolgere il proprio lavoro”.
Ma non tutti aderiscono alla serrata lanciata dall’Aps. È il caso di Donato Di Campli, titolare del noto stabilimento Supporter Beach: “Questa iniziativa, così come è stata impostata, non ha alcun senso e rischia soltanto di trasformarsi nell’ennesima strumentalizzazione politica. Le forze dell’ordine sono presenti in maniera massiccia sulla Costa dei Trabocchi praticamente ogni settimana. Davanti al Supporter e davanti agli altri locali vengono effettuati controlli continui e specifici, anche sul consumo di alcol e sull’uso di sostanze stupefacenti. Ed è giusto che sia così: legalità e sicurezza vengono prima di tutto. Per questo trovo assurdo che un gruppo estremamente ristretto di operatori pretenda di parlare a nome di un intero territorio e di un’economia che vale molto di più di ciò che essi rappresentano”.