I dati relativi al 2025 dell’Ispettorato del lavoro. La consigliera di parità Brandiferri: “Non sono numeri, ma segnali di un problema strutturale che riguarda madri e padri”
CHIETI – In provincia di Chieti sono 140 i casi in cui, nel 2025, la difficoltà di conciliare lavoro e cura dei figli ha portato a dimissioni o risoluzioni consensuali. È il dato più rilevante tra le 259 convalide complessive registrate dall’Ispettorato territoriale del lavoro di Chieti-Pescara, sede di Chieti, riguardanti 149 lavoratrici madri e 65 lavoratori padri.
La motivazione più frequente resta la stessa: la fatica di tenere insieme responsabilità professionali e familiari. A questa si affiancano 99 passaggi ad altra azienda e 20 casi legati ad altre ragioni.
A diffondere i dati è la consigliera di parità della Provincia di Chieti, Monica Brandiferri, che richiama l’attenzione sul nodo della permanenza nel mercato del lavoro dopo la nascita di un figlio. Un tema che continua a incidere sulle scelte occupazionali di madri e padri, spesso costretti a rinunciare al lavoro per mancanza di servizi adeguati o condizioni compatibili con la vita familiare.
“La lettura di questi dati ci invita a non considerare le dimissioni delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri come un semplice dato numerico”, sottolinea Brandiferri. “Sono soprattutto i 140 casi legati alla difficoltà di conciliare il lavoro con la cura dei figli a porre una questione che non possiamo ignorare”.
Secondo la consigliera, servono interventi concreti: servizi più accessibili, orari compatibili, modelli organizzativi che non penalizzino la maternità e non costringano le famiglie a scegliere tra occupazione e cura dei figli.