Ciclopedonale di Francavilla, sicurezza sotto accusa: pochi verbali e aumentano gli incidenti

6 Agosto 2026
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Residenti e opposizione: “Controlli insufficienti”. Due investimenti in dieci giorni riaccendono il dibattito

FRANCAVILLA AL MARE – Una pista ciclopedonale sempre più frequentata ma anche sempre più al centro delle polemiche per la sicurezza. È quanto sta accadendo a Francavilla al Mare, dove il percorso che attraversa la città da nord a sud è finito nel mirino di residenti e utenti per la presenza, ritenuta incontrollata, di biciclette elettriche e fat bike lanciate ad alta velocità.

A far discutere sono soprattutto i numeri dei controlli. L’amministrazione comunale ha parlato di un’intensificazione dell’attività della Polizia Locale, affiancata dai Carabinieri, con verifiche concentrate nelle ore di maggiore affluenza anche grazie all’impiego di pattuglie in bicicletta. Ad oggi, però, i verbali elevati sarebbero 10 tra e-bike e monopattini. Un dato che solleva interrogativi: già il 2 luglio le sanzioni erano 7, il che significa che in oltre un mese ne sono state emesse soltanto tre, nonostante le segnalazioni di transiti pericolosi lungo l’intero tracciato.

Il confronto con realtà vicine alimenta ulteriormente le critiche. A Pescara, infatti, nelle scorse settimane la Polizia Locale ha proceduto al sequestro di circa 100 biciclette elettriche non conformi, mentre a Francavilla il fenomeno appare meno contrastato.
Nel frattempo, gli episodi concreti aumentano la preoccupazione. Negli ultimi dieci giorni si sono verificati due investimenti: uno ha coinvolto un bambino, l’altro una persona con disabilità, urtata da una bicicletta in discesa dal ponte della Marina. Eventi che, secondo molti cittadini, dimostrano come il problema non sia più episodico.

Sul tema interviene il consigliere comunale di opposizione e sottosegretario regionale Daniele D’Amario, che critica l’approccio dell’amministrazione guidata dalla sindaca Luisa Russo: “Non bastano più i proclami e il ‘monitoriamo’. Servono azioni concrete e un coinvolgimento anche della Prefettura. La sicurezza non si garantisce con i post sui social in cui ci si fa vedere sulla pista con la polizia locale accanto, ma con interventi efficaci e continui. Il dato, ad oggi, purtroppo ci restituisce una fotografia: due incidenti in pochi giorni, una fotografia molto più triste dei selfie su Facebook”.
A dare voce al malcontento anche il giornalista Gennaro Marco Duello, residente in zona, autore di un lungo intervento sui social che ha raccolto centinaia di commenti. Nel suo post sottolinea come il problema non sia ideologico ma fisico: “Non esiste mobilità dolce quando massa e velocità diventano un pericolo”. Duello richiama la necessità di misure immediate, come la separazione tra pedoni e ciclisti, l’introduzione di rallentatori nei tratti in pendenza, attraversamenti più sicuri e controlli mirati nei punti critici.

Tra i cittadini cresce la sensazione che gli interventi finora messi in campo non siano sufficienti. E mentre la ciclopedonale resta uno degli spazi più vissuti dell’estate, la convivenza tra pedoni e mezzi continua a rappresentare una criticità aperta.

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