Regione Abruzzo, approvate le misure per la vendemmia 2026: contenimento produttivo per tutelare il valore delle produzioni

5 Agosto 2026
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Accolta la proposta del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo per riequilibrare domanda e offerta. Pesa la giacenza in cantina di Montepulciano e Pecorino. A settembre un tavolo di concertazione sul blocco dei nuovi impianti

L’AQUILA – In vista dell’imminente stagione vendemmiale 2026, la Giunta regionale dell’Abruzzo ha approvato una serie di misure straordinarie di contenimento produttivo per sostenere il percorso di crescita in valore del comparto vitivinicolo locale e preservare la stabilità dei prezzi sul mercato.

Il provvedimento, adottato su proposta del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, punta a riequilibrare il rapporto tra domanda e offerta a fronte dei volumi attualmente fermi negli stoccaggi: al 31 maggio 2026 risultavano infatti ancora in cantina 1.084.336 ettolitri di Montepulciano d’Abruzzo Doc e circa 240.000 ettolitri di Pecorino, considerando tutte le tipologie, di cui oltre la metà riferite all’IGP Terre d’Abruzzo.

Le azioni approvate dalla Giunta regionale si muovono su un doppio binario, prevedendo sia una contrazione delle rese in vigneto sia il bloccaggio amministrativo di una parte dell’uva raccolta.

Per quanto riguarda il Montepulciano d’Abruzzo DOC, la resa massima per ettaro scende da 150 a 135 quintali; nello specifico, 110 quintali saranno destinati alla produzione libera, mentre i restanti 25 andranno a costituire la cosiddetta “riserva vendemmiale”, rimanendo bloccati fino al 30 giugno 2028. Sul fronte del Pecorino IGT Terre d’Abruzzo / Terre Abruzzesi, la rivendicabilità massima viene invece fissata a 140 quintali per ettaro, mentre la quota eccedente — compresa tra i 140,01 e i 220 quintali per ettaro — sarà sottoposta a uno stoccaggio forzato fino al 30 settembre 2027, salvo eventuali proroghe.

Parallelamente, le istituzioni hanno scelto di rinviare l’esame della proposta relativa alla sospensione triennale delle nuove iscrizioni dei vigneti per entrambe le denominazioni. La materia tornerà al centro del dibattito a settembre all’interno di uno specifico tavolo di concertazione, che vedrà uniti la Regione Abruzzo, il Consorzio, le organizzazioni professionali agricole e il sistema cooperativo.

Sull’intesa raggiunta è intervenuto il vicepresidente della Regione e assessore all’Agricoltura, Emanuele Imprudente: «Le decisioni assunte sono il risultato di un percorso di confronto approfondito con il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo e con i rappresentanti dell’intera filiera vitivinicola. La Regione continua a svolgere un ruolo di coordinamento e di sintesi, promuovendo un confronto costante tra tutti gli attori del comparto per individuare misure equilibrate e condivise, capaci di tutelare il reddito dei produttori e preservare il valore delle nostre denominazioni, evitando squilibri che potrebbero compromettere la competitività del comparto. Anche sul tema delle nuove iscrizioni ai vigneti intendiamo proseguire il confronto attraverso il tavolo di concertazione che sarà convocato a settembre, perché scelte così strategiche devono maturare con il contributo di tutti gli attori coinvolti».

A fargli eco è stato il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, Alessandro Nicodemi, il quale ha ribadito l’importanza strategica dell’operazione: «Le misure adottate si propongono di preservare l’equilibrio del mercato ed evitare una significativa contrazione dei prezzi, in particolare del Montepulciano d’Abruzzo Doc, che potrebbe compromettere la redditività delle imprese vitivinicole regionali. In questo modo si preserva l’equilibrio del mercato, si tutela il valore del lavoro dei produttori e si consolida il posizionamento dei vini d’Abruzzo sui mercati nazionali e internazionali, evitando che un eccesso di disponibilità possa determinare un calo dei prezzi e compromettere i risultati raggiunti negli ultimi anni».

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